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Le schermaglie tra Zanicchi e Drusilla, il talento di Cremonini, il tributo a Mattarella: Sanremo entra nel vivo

Immagine di copertina

La terza serata della 72 edizione del Festival di Sanremo prende il via con un ringraziamento speciale a Sergio Mattarella, rieletto Presidente della Repubblica.

Affetto e gratitudine, poi la dedica realizzata dall’orchestra di uno dei brani più iconici di Mina: “Grande grande grande”. E grande grande, diciamolo lo è anche Amedeo Sebastiani in arte Amadeus. Un artista tra gli artisti, che ha immaginato il suo festival di Sanremo come un abbraccio fatto di canzoni, di grande umanità e di umiltà; quando è stato necessario ha fatto anche lo chauffeur con i Maneskin.

Il padrone di casa sta al gioco, si fa strapazzare con familiarità e simpatia da quelle due canaglie di Fiorello e Checco Zalone. Tante risate, pezzi radiofonici  e musica che fa ballare, è la formula che piace e fa alzare gli ascolti.
Come dice una celebre frase di Totò “il pubblico lo so far patire, si, ma di piacere” ed Amadeus questo lo ha capito molto bene.

Spalle dritte, testa alta e petto in fuori, sempre più spavaldo nello scendere la famosa scalinata dell’Ariston, con quella sicurezza di chi ha registrato il record dei record (54,7% e 55,8% di share nelle prima serata e seconda serata)

Amadeus è un treno, la sua palestra ai Soliti ignoti si fa sentire tutta, così come i tanti chilometri televisivi. Il pubblico lo applaude, gli artisti in gara, prima Aka 7even poi Dargen d’Amico, lo omaggiano con i fiori di Sanremo nella serata del non c’è due senza tre, o meglio senza te!

Al suo fianco, per il giro di boa, ha voluto una donna dal forte carisma, ironia ed eleganza: Drusilla Foer.
Eccentrica ma non troppo nel travestimento di Zorro, Michele Bravi la elogia con un “viva la meritocrazia”, il pubblico approva ed applaude con qualcuno che dalla galleria urla ironicamente “Bravi”.
Impeccabile Drusilla, tagliente al punto giusto con l’unica Iva che amo: la Zanicchi!

Memorabile il loro breve siparietto tra donne che sanno il fatto loro: “Quanto sei alta!” Esclama la Zanicchi – “Più di te” Risponde la Foer e poi sulla replica della cantante “Hai anche altre cose più di me…” Arriva la battuta d’arresto di Drusilla “Sono colta!”

Colta, proprio così, e lo dimostra in un più occasioni, tra cui un meraviglioso  monologo sull’unicità. “L’ascolto è grande atto rivoluzionario, accogliamo il dubbio anche per essere certi che le nostre convinzioni non siano soltanto delle convenzioni”

Peccato per l’orario in cui si è tenuto – 1:30 – ad ogni modo chapeau Drusilla: con la tua unicità sei stata finora la migliore delle ladies.

“In questo mondo di eroi nessuno vuole essere Robin” lui però lo ha fatto ed è venuto in soccorso di “Batman”.

Per la prima volta al Festival c’è Cesare Cremonini. La barba gli regala quell’aria da ometto, carisma da vendere e forte presenza sul palco amplificano ancor di più la straordinaria maturità artistica raggiunta negli anni. Esattamente sono 20 anni gli anni trascorsi da quando quel biondino, con la sua vespa anni 50, sfrecciava sui colli bolognesi. Cremonini, in questo ventennio, ha tracciato un percorso importante e questa sera ce lo ha dimostrato con un medley dei suoi pezzi migliori scrollando dalle poltrone il pubblico in teatro e non solo. Ave Cesare e se New York è una scommessa d’amore vestita da stella dì Broadway, sicuramente tu sei stato la stella della terza serata, nel grande firmamento dell’Ariston. Standing ovation

Non è solo musica, il Festival di Sanremo è una scatola (come canterebbe qualcuno) di ricordi indelebili e messaggi importantissimi che fanno la storia dell’Italia.

A 30 anni di distanza dagli attentati ai giudici Falcone e Borsellino c’è lo scrittore Roberto Saviano a riaccendere la memoria ed il coraggio.

“Oggi vengono celebrati come eroi, ma non era così quando erano in vita, erano visti come egocentrici” 

Anche se non c’erano i social, gli haters sono sempre esistiti, il fango è sempre esistito.

Saviano fa il nome anche di Rita Atria, una testimone di giustizia morta suicida a soli 17 anni e

Rincalza il colpo ricordando quanto è fondamentale il coraggio di denunciare, perché chi tace favorisce la mafia.

Tutto questo è Sanremo, tutto questo è stato il festival nella sua serata numero 3 che ha goduto di buon ritmo e show televisivo.

Scientifico nei tempi, nei contenuti con la musica che ha messo la quinta grazie all’esibizione di tutti e 25 gli artisti in gara. Ovviamente i chiaroscuri non sono mancati, neanche negli outfit dell coppie che hanno cantano insieme, ma si sa, i contrasti sono sempre vincenti come il mantello nero di Blanco che fa da contrasto al total white di Mahmood in un equilibrio archetipo perfetto. Loro, Lo yin e lo Yang di questo Sanremo 2022  rappresentano il nero e il bianco che predomina, non solo nel look sul palco ma anche nella classifica.

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