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Raoul Bova: “Non ho ceduto al ricatto e sono rimasto solo. Si parlava più di ‘occhi spaccanti’ che di guerra e femminicidi”

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le parole dell'attore ad Atreju, la kermesse di Fratelli d'Italia

Ospite di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in programma a Roma, Raoul Bova è tornato a parlare dei noti audio inviati a Martina Ceretti per i quali è stato ricattato. “Mi pento dei miei errori. Una persona singola, che aveva degli audio privati e delle chat, ha pensato di usarli a scopo di lucro. Sono stati giorni di ricatto ma io non potevo cedere e non l’ho accettato” ha dichiarato l’attore. Bova, che ammette di essersi sentito “solo” ha aggiunto: “Ho pagato con l’uccisione pubblica il fatto di non aver accettato un ricatto“. E ancora: “Tutti sapevano di questa parola famosa, ‘occhi spaccanti’, che è andata più in voga di qualsiasi altra cosa, prima della guerra e dei femminicidi. Questa è stata l’Italia che mi ha massacrato. Siamo curiosi del gossip e siamo abituati a veder crollare una persona per sentirci importanti”.

La responsabile della segreteria politica di FdI, Arianna Meloni, ha successivamente ringraziato Raoul Bova per aver partecipato al panel dedicato all’odio social: “Ringrazio chi ha partecipato per il coraggio di raccontare la sue esperienza personale. L’esempio è importante. Io non ho mai insultato un personaggio politico che la pensa diversamente da me. Forse mi è capitato di rispondere a un insulto pesante a mia sorella. Adesso non guardo, non leggo”. Sull’odio social, Meloni ha quindi aggiunto: “Le leggi ci sono, bisogna fare di più con l’educazione digitale. Quindi formazione, consapevolezza e un approccio etico. La sfida del futuro è questa, per questo ho voluto questo panel. Noi siamo la culla della spiritualità e noi oggi dobbiamo difendere l’uomo. È l’etica che deve dare i confini di questo nuovo mondo delle tecnologie”.

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