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Renato Zero lancia una frecciatina ad Achille Lauro: “Io cantavo la periferia, non ero un clown”

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 24 Set. 2020 alle 13:56
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Immagine di copertina

Renato Zero contro Achille Lauro: “Riesce ad affermarsi con poco, io mi sono fatto il mazzo, non ero un clown”

Renato Zero soffia 70 candeline il 30 settembre ed è pronto a presentare il suo nuovo disco, “Zerosettanta – Volume Tre”, il primo di tre dischi che il cantautore ha scelto di regalarsi per l’importante traguardo raggiunto. Il secondo uscirà il 30 ottobre, mentre il terzo il 30 novembre. “Sono orgoglio di esserci arrivato a 70 anni, di aver regalato brividi ed emozioni”, ha raccontato Zero, per poi passare ai giovani. “La facilità di visibilità che hanno oggi rischia di bruciarli troppo presto”. Dopodiché ha commentato il successo di Achille Lauro: “Riesce ad affermarsi con poca spesa. Io mi sono fatto il mazzo. Cantavo la periferia, non ero un clown”.

Come poi ha raccontato al Corriere della sera, Renato Zero ha proseguito: “Io amo tutti quelli che fanno questo lavoro a patto che non prendano per il c**o il pubblico. Quando ho iniziato io dovevano sgomberare le piste dei locali, non c’erano palcoscenici. Sfollavano la pista da ballo e io cantavo con solo un revox, nella mia nudità coperta di piume. Non giocavo a fare il clown della situazione, io cantavo le problematiche della periferia, della borgata della gente emarginata”.

Il disco, presentato in una diretta zoom con i giornalisti, uscirà a breve e Renato Zero ha commentato anche la scelta delle radio che non passano spesso i pezzi di alcuni artisti. “Nel nome del target, non passano le mie canzoni. De André, Guccini, Lauzi, Battiato sono stati abbandonati dalle radio che non danno la possibilità di ascoltare chi in questo Paese ha cantato alto. La monnezza la lasciassero agli inglesi e agli americani che a casa loro mettono musica buona, a noi ci mandano lo spezzatino”.

Il primo disco sarà composto da 12 brani e parlerà del rapporto con la fede, dell’amore in tutte le sue forme, della natura bistrattata, del rapporto con il pubblico e anche della pandemia.

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