Luca e Paolo sul caso Pucci: “Troppi comici strizzano l’occhio alla politica. Meloni decida, o li difende o li querela”
"La satira è finita, noi stiamo sempre dalla parte dei colleghi"
Ospiti fissi di DiMartedì, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu dicono la loro sul caso Pucci. Intervistati da La Stampa, il duo comico difende il collega, che ha deciso di rinunciare alla co-conduzione del Festival di Sanremo in seguito alle polemiche, ma sottolinea anche l’ipocrisia della politica. “Tutti a chiedersi: Pucci fa ridere, o no? Nessuno può decidere per gli altri cosa li fa ridere. A me la sua comicità diverte – afferma Luca Bizzarri – Il suo sedere nudo annunciando l’invito a Sanremo mi ha fato ridere. La risata è cosa davvero soggettiva. Come ogni comico, anche lui ha il suo stile e il suo linguaggio”.
“Se non ti piace non lo vai a vedere a teatro, oppure cambi canale. Comunque: gliel’ho anche scritto che sbaglia a darla vinta a quattro deficienti su Twitter. E sbagliano ovviamente i politici che si appropriano di queste cose in un ribaltamento dei ruoli. La Presidente del Consiglio che scende in campo in difesa di un comico dopo averne querelato uno… O li difendi o li quereli: decidi. Ma mi pare molto grave anche la sua affermazione: ‘Se al Festival avesse partecipato Pucci, secondo me bisognava chiedergli di non parlare di politica’”.
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Secondo Paolo Kessisoglu “i colleghi non si toccano. L’unico elemento su cui mi interrogo è quanto e quale peso e potere si dà ai commenti ‘social’. Per quanto mi riguarda è un accadimento sovradimensionato”. Luca Bizzarri, quindi, aggiunge: “Dopodiché si impone un’osservazione: sono troppi i comici che strizzano l’occhio alla politica, che salgono sul palco del loro onorevole preferito, che accettano inviti a convention, manifestazioni e kermesse di partito. Io sullo stesso palco non ci salgo, neanche di uno che mi sta simpatico. Non siamo sullo stesso binario. E poi voglio mantenermi libero di irriderlo quando voglio”.
Sullo stato di salute della satira in tv, Bizzarri afferma: “Direi che non esiste. Ci siamo noi, Crozza, un po’ Diego Bianchi con Propaganda Live. Ma in Rai è completamente sparita. Forse gli ultimi siamo stati proprio noi con Quelli che… Dopo il tg, chiuso per lasciare spazio ai talk del Tg2 di Sangiuliano”. Paolo aggiunge: “Non benissimo, ma forse solo perché passata di moda sui canali tradizionali. La nuova ondata di stand up – molto aggressiva e dal linguaggio innovativo – preferisce esprimersi sui social e a teatro. Comunque, a noi va bene, direi: la realtà supera la fantasia e noi dobbiamo solo limitarci a sottolineare fatti desunti dalla cronaca. Così tanti che non ci riesce di stargli dietro”.