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Home » Spettacoli

Ddl Zan, Elodie contro il Vaticano: “Per fortuna i miei genitori non mi hanno battezzata”

Immagine di copertina
Elodie. Credit: Instagram

La cantante prende posizione dopo la richiesta del Vaticano sulle modifiche alla legge contro l’omotransfobia

Oggi un ringraziamento speciale va ai miei genitori che non mi hanno battezzata. Grazie”. Elodie prende posizione in relazione alla vicenda del Ddl Zan, dopo le notizie secondo cui il Vaticano ha chiesto di modificare il provvedimento. La cantante, già in passato, aveva difeso l’approvazione della legge Zan contro l’omofobia. Ma anche sul no della Chiesa alle unioni gay, in quell’occasione Elodie aveva affermato: “Per fortuna la gente continuerà ad amarsi pur non avendo la ‘benedizione’ del Vaticano“.

Il nodo tra Chiesa e ddl Zan

Il Vaticano ha chiesto, con una nota ufficiale di monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, di modificare il disegno di legge Zan contro l’omotransfobia perché, in alcuni suoi passaggi, la proposta di legge violerebbe il Concordato fra Stato e Chiesa sancito dai Patti Lateranensi del 1929 e revisionato nel 1984. Il documento è stato consegnato al gabinetto del ministro degli Esteri Luigi Di Maio lo scorso 17 giugno e rischia di aprire un vero e proprio scontro diplomatico. “Non c’è la volontà di bloccare la legge, ma una richiesta di rimodulazione per consentire alla Chiesa di esercitare la libertà pastorale, educativa e sociale”, hanno fatto sapere in tarda mattinata fonti vaticane citate dall’agenzia Agi.

Come spiega Giovanni Viafora sul Corriere della Sera, si tratta di una mossa che “non ha precedenti noti nella storia dei rapporti fra Santa Sede e Stato italiano” e che potrebbe portare all’attivazione della commissione paritetica prevista dal Concordato. Finora non era mai accaduto che il Vaticano intervenisse per contestare una legge ancora da approvare, esercitando le facoltà previste dai Patti Lateranensi.

Leggi anche: Ddl Zan, Fedez: “Il Vaticano non paga le tasse immobiliari e accusa l’Italia di violare il Concordato”

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