Chef Rubio: “Parto per Gaza in missione umanitaria, documenterò la vita sotto assedio sui social”

Dopo oltre un mese dalla fine del contratto con Discovery, il cuoco tv si dedica a una missione nella Striscia di Gaza con una Ong italiana

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 27 Dic. 2019 alle 21:16 Aggiornato il 27 Dic. 2019 alle 21:17
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Immagine di copertina

Chef Rubio parte per Gaza

Chef Rubio ha lasciato la tv per dedicarsi alla solidarietà e alla cooperazione internazionale. Lo scrive il suo ufficio stampa in una nota diffusa oggi, venerdì 27 dicembre 2019.

“Chef Rubio da oggi è a Gaza per iniziare un periodo di cooperazione umanitaria con la ONG italiana ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà, in collaborazione con il Centro Italiano di Scambio Culturale Vittorio Arrigoni-VIK. Dal 27 dicembre 2019 al 10 gennaio 2020, è tra i protagonisti del progetto Gaza Freestyle nato nel 2014 e poi, dal 2011, consociato al Centro Italiano di Scambio Culturale Vittorio Arrigoni-VIK.”, si legge nella nota.

Il cuoco tv rompe così il silenzio dopo oltre un mese dall’interruzione del suo contratto con Discovery Channel, dove presentava vari programmi.

Dopo le polemiche esplose per le dichiarazioni sempre più controverse e provocatorie di Chef Rubio sui social, il cuoco lascia tutto e parte per Gaza per dedicarsi ai popoli che vivono sotto assedio nella Striscia.

“Nonostante la Striscia di Gaza sia teatro di guerre e bombardamenti – si legge ancora nel comunicato – con violazioni sistematiche dei diritti umani, la popolazione di Gaza cerca ogni mezzo possibile per sognare una vita libera, dando una grande lezione di dignità umana a tutti e tutte noi”.

“I giovani in particolare sono stati capaci di trasformare scenari di macerie in autentici palcoscenici su cui mettere in scena la propria arte, la propria esistenza e il proprio desiderio. Proprio grazie alle donazioni del GFF, che da anni sostiene lo spirito creativo e produttivo di Gaza con Carovane di Emergenza umanitaria sostenute da autotassazioni e da crowdfunding, si è riusciti a costruire il primo skatepark della regione, a ridosso del porto di GazaCity, oggi divenuto autentico luogo ricreativo e di ritrovo della città. Un’area Freestyle riconosciuta da tutte le crew di Gaza”, continua la nota.

Il cuoco ha intenzione di documentare sui i social e attraverso le sue fotografie l’impegno umanitario degli operatori del Gaza Freestyle Festival e gli sforzi della popolazione di Gaza per sopravvivere.

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