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Home » Spettacoli

“La casa di carta”, svelata la sede della nuova rapina nella terza stagione

Immagine di copertina
Un'immagine della terza stagione de "La casa di carta"

La serie televisiva sarà disponibile su Netflix dalla primavera del 2019

No, non sarà di nuovo la zecca di Stato – per ovvie ragioni, vista la conclusione della seconda stagione – la location della prossima rapina nella Casa di carta. A fare da sfondo, nella terza stagione, alla storia raccontata dalla serie televisiva targata Netflix, infatti, sarà la compagnia Telefónica di Madrid.

La notizia è stata data “direttamente” dalle pagine social de La casa de papel.

La terza stagione de “La casa di carta”

L’11 dicembre 2018, su Instagram, è stata pubblicata un’immagine in cui è raffigurato il grattacielo della società di telecomunicazioni Telefónica, che si trova a Madrid. Sulla struttura, inoltre, è proiettato il volto di Salvador Dalí, la maschera simbolo della serie tv creata da Álex Pina.

Sulla scelta della nuova sede per la prossima rapina in programma c’è ancora mistero. Si scoprirà nella primavera 2019 – o magari prima – quando il colosso di streaming con la N rossa manderà in onda la season 3.

“La casa di carta”

La casa di carta è la serie in lingua non inglese più vista di sempre su Netflix. La casa de papel, infatti, è spagnola. Narra le imprese di un gruppo di persone a cui viene dato il compito di entrare nella Fábrica Nacional de Moneda y Timbre a Madrid e stampare 2 miliardi e 400 milioni di euro.

Durante l’operazione, a ogni membro del gruppo viene assegnato il nome di una città (Tokyo, Mosca, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Helsinki e Oslo). L’ identità di ognuno deve restare segreta e i membri, tra loro, non possono intrattenere alcun tipo di relazione.

I protagonisti della serie, comunque, si preparano all’operazione minuziosamente per mesi e in un luogo isolato. L’idea di stampare queste banconote è del personaggio noto come “El Profesor” (il Professore).

La casa di carta ha fatto discutere in Turchia in quanto la trama è stata considerata “sovversiva” dal governo.

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