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Mes: duello in parlamento e maggioranza spaccata, volano insulti tra Conte e Salvini

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La discussione sul Meccanismo europeo di stabilità infiamma il dibattito politico

Mes: duello in Parlamento, maggioranza spaccata, insulti tra Conte e Salvini

Lunedì 2 dicembre è stata una giornata calda sul fronte politico con la questione Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, che ha infiammato il parlamento e spaccato la maggioranza, mentre tra Conte e Salvini sono volati insulti.

La questione, ormai al centro del dibattito politico già da qualche giorno, è salita alla ribalta della cronaca per essere stata al centro dell’informativa che il presidente del Consiglio ha tenuto prima alla Camera e successivamente al Senato.

Conte sul Mes: “Tutti i ministri del precedente governo sapevano, contro di me accuse false”

Nel corso dei due interventi, il premier ha ribadito lo stesso concetto: le accuse che l’opposizione ha rivolto contro di lui sono “false” e “infamanti”. Secondo il presidente del Consiglio, infatti, se quanto detto dall’opposizione fosse vero: “Sarei uno spergiuro perché venuto meno al vincolo di essere fedele alla Repubblica”.

Dopo aver attaccato Matteo Salvini e Giorgia Meloni, colpevoli di “scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto delle istituzioni”, Conte è entrato nel merito della questione, ricordando che: “Né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.

Conte, poi, ha ricordato che: “Tutto quanto avveniva sui tavoli europei, a livello tecnico e politico, era pienamente conosciuto dai membri del primo Governo da me guidato, i quali prendevano parte ai vari Consigli dei Ministri, contribuendo a definire la corale posizione dell’Esecutivo italiano sul tema”.

Il presidente del Consiglio dunque ha sottolineato che “nessuno può insinuare l’idea che il processo di riforma del Mes sia stato condotto segretamente o, peggio, firmato nottetempo”.

Conte ha inoltre ricordato quando il senatore Alberto Bagnai lo ringraziò pubblicamente durante l’esame del Mes al Senato.

Il premier, inoltre, ha smentito che la riforma del trattato sia contro l’Italia: “Il Mes non è indirizzato contro un Paese o costruito a vantaggio di alcuni Paesi a scapito di altri. È una assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario, a vantaggio di tutti”.

“Nel negoziato abbiamo ottenuto regole che fossero vantaggiose per l’Italia sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere anche noi fondi al Mes, sia in quelli, molto più frequenti, in cui l’Italia si ritrovasse dal lato di coloro che erogano il prestito” ha poi concluso il presidente del Consiglio.

Mes: le repliche di Salvini e Meloni al premier Conte

Dopo gli interventi alla Camera e al Senato del premier Conte sono arrivate le repliche dei diversi esponenti della maggioranza e dell’opposizione. Tra quelle più rivelanti, ci sono le dichiarazioni di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, chiamati in causa proprio dal presidente del Consiglio.

La leader di Fratelli d’Italia ha attaccato duramente Conte affermando: “Presidente Conte, se non ci fossero in mezzo i soldi degli italiani mi sarei divertita ad ascoltarla. Ha letto 40 minuti di resoconti parlamentari per contraddire quello che ha fatto il suo governo, smentire il suo governo”.

“Lei, Premier Conte, mente su tutto. Tra le tante menzogne non c’è solo il metodo ma anche il merito. Avete parlato di modifiche minime, ma non siamo cretini: il premier ha confermato che il fondo salva stati diventa fondo salva banche. E ora si tratta di banche tedesche”.

Matteo Salvini, invece, ha replicato al premier in Senato. “Non rispondo agli insulti, rispondo con il lavoro. Mi dispiace per lei perché chi vive di insulti vive male” ha affermato il leader della Lega, il quale poi ha annunciato che il prossimo weekend il Carroccio sarà in piazza per raccogliere le firme contro la riforma del trattato.

“Sui banchi del governo c’è qualcuno che mente” ha affermato Salvini, che poi ha indicato Conte come “colui che sta mettendo a rischio i risparmi degli italiani”.

Salvini ha infine concluso il suo intervento in Senato con un “Si vergogni” rivolto al premier Conte, il quale ha reagito sorridendo.

I dubbi del M5S sul Mes, la maggioranza si spacca

Ma la questione Mes non ha incrinato solamente i rapporti tra maggioranza e opposizione. All’interno della maggioranza, infatti, cresce il malumore per la riforma del trattato salva-Stati. Il capo politico del M5S Luigi Di Maio, che alla Camera non sempre ha applaudito il premier Conte e che ha disertato l’informativa del presidente del Consiglio al Senato, nel corso della mattinata di lunedì 2 dicembre aveva confermato che “non firmiamo al buio”.

Nel corso della serata, poi, Di Maio ha affermato: “Nel suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio ha messo a tacere falsità e fake news diffuse dalle opposizioni in questi giorni, il che restituisce dignità al dibattito politico in corso, sul quale abbiamo apprezzato la posizione ribadita circa la logica di pacchetto come richiesto ieri al vertice di maggioranza dal Movimento 5 Stelle. A tal proposito, il M5S oggi più che mai è compatto di fronte alla necessità di dover rivedere questa riforma che, ad oggi, presenta criticità evidenti”.

Il premier Conte, dal canto suo, ha provato a smorzare le polemiche parlando di “criticità comprensibili” e sottolineando che “tutto il governo è determinato a migliorare il trattato”.

Fonti Eurogruppo: “Mes già approvato, ma rinvio di due mesi possibile”

Tuttavia, fonti dell’Eurogruppo fanno sapere che la riforma del trattato sul Mes “è già stata approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria”. Tuttavia, le stesse fonti sottolineano che “La firma del trattato sul Mes a dicembre non è necessaria, può avvenire uno o due mesi più tardi”.

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