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Mes, Conte: “Accuse false, il trattato non è stato firmato. I ministri del precedente governo sapevano”. Poi attacca Salvini e Meloni

L'informativa del presidente del Consiglio alla Camera sulla riforma del fondo salva-Stati

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 2 Dic. 2019 alle 13:35 Aggiornato il 2 Dic. 2019 alle 16:13
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Mes: l’informativa alla Camera del premier Conte

È iniziata poco dopo le 13 di oggi, lunedì 2 dicembre, l’informativa alla Camera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità.

Il premier ha subito respinto le accuse, in particolar modo mosse dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, di “tradimento” nei confronti dell’Italia e degli italiani.

“Da alcune settimane – ha dichiarato Conte – i massimi esponenti di alcune forze di opposizione hanno condotto una insistita, capillare campagna mediatica accusandomi di condotte talmente improprie e illegittime nella trattativa con l’Ue da essermi reso responsabile di alto tradimento”.

“Sarei uno spergiuro perché venuto meno al vincolo di essere fedele alla Repubblica: si è perfino adombrato che avrei tenuto questa condotta per biechi interessi personali. Questa accusa possiamo dobbiamo convenirne tutti non rientra nell’ambito dell’ordinaria dialettica politica”.

Conte poi si è scagliato contro Salvini e Meloni affermando che “Chi è all’opposizione sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto delle istituzioni”.

“Le accuse che mi sono state rivolte trascendono ampiamente i più accesi toni e le più aspre contestazioni che caratterizzano l’odierna dialettica politica, già di per sé ben poco incline alla ‘cura delle parole’. Siamo al cospetto di un’accusa gravissima” ha continuato Conte.

Il premier ha inoltre sottolineato che tutti i ministri del governo precedente erano a conoscenza della trattativa dell’Italia sul Mes: in molti hanno interpretato questa frase come un affondo nei confronti di Luigi Di Maio, il quale ha già affermato che “non firmiamo al buio”.

Mes, Conte alla Camera: “Sorpreso da Meloni, non da Salvini”

“Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui “disinvoltura” a restituire la verità e la cui “resistenza” a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni” nel “diffondere notizie allarmistiche, palesemente false” ha poi attaccato il premier, il cui intervento è stato più volte interrotto dai deputati dell’opposizione, insorti in particolar modo dopo gli attacchi a Salvini e Meloni.

“Una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione è questione differente dall’accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme – ha poi sottolineato il presidente del Consiglio – è un’accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse”.

Il premier, poi, ha specificato che l’Italia ha dato mandato all’Eurogruppo di “procedere alla predisposizione di una bozza di revisione del Trattato Mes” dopo aver ricevuto un mandato dal Parlamento italiano.

Conte ha inoltre ricordato che “Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.

Conte alla Camera: “Diffuse notizie false, l’Italia non ha necessità di attivare il Mes”

“In conclusione, considerando i numerosi interventi svolti, in Assemblea e nelle commissioni parlamentari, sia alla Camera sia in Senato, possiamo convenire che le accuse, mosse in questi giorni da diversi esponenti politici di opposizione, circa una carenza di informazione e di consultazione sulla questa materia così sensibile, siano completamente false”.

“Fermo restando che il presidente Centeno redige un resoconto dei lavori dell’Eurogruppo, che è disponibile sul sito ufficiale dell’Unione Europea – ha poi aggiunto Conte – Desidero inoltre precisare che tutto quanto avveniva sui tavoli europei, a livello tecnico e politico, era pienamente conosciuto dai membri del primo Governo da me guidato, i quali prendevano parte ai vari Consigli dei Ministri, contribuendo a definire la corale posizione dell’Esecutivo italiano sul tema”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Mes, Conte riferisce alla Camera: “I ministri del precedente governo sapevano”

Il premier ha successivamente ricordato alla Camera che nessun ministro della Lega ha mosso obiezioni sulla trattativa condotta dall’Italia sul Mes nonostante questa fosse stata discussa in un consiglio dei ministri che si è tenuto il 27 febbraio del 2019.

Alla luce di questo, quindi, secondo Conte “nessuno può insinuare l’idea che che il processo di riforma del Mes sia stato condotto segretamente o, peggio, firmato nottetempo”.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Anche perché, come ricordato successivamente da Conte, “Il trattato non è stato ancora firmato”.

“In merito al pericolo di un automatismo nella ristrutturazione del debito che verrebbe introdotto dal trattato riformato, è opportuno ribadire, come ha chiarito il ministro Gualtieri, che il nuovo trattato non modifica affatto la disciplina relativa al coinvolgimento del settore privato nella eventuale ristrutturazione del debito pubblico del paese che beneficia dell’assistenza finanziaria del Mes”.

Conte ha poi sottolineato che l’Italia ha un debito pubblico pienamente sostenibile, motivo per cui non ha bisogno né ora né in futuro di accedere al Mes.

Secondo il presidente del Consiglio, la riforma del Mes è un vantaggio per il nostro Paese. “Il Mes non è indirizzato contro un Paese o costruito a vantaggio di alcuni Paesi a scapito di altri. È una assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario, a vantaggio di tutti” ha affermato il premier.

“Nel negoziato abbiamo ottenuto regole che fossero vantaggiose per l’Italia sia nel remotissimo caso in cui dovessimo arrivare a chiedere anche noi fondi al Mes, sia in quelli, molto più frequenti, in cui l’Italia si ritrovasse dal lato di coloro che erogano il prestito”.

Fonti Eurogruppo: “Mes già approvato, ma rinvio di due mesi possibile”

Intanto, fonti dell’Eurogruppo fanno sapere che la riforma del trattato sul Mes “è già stata approvata a giugno, stiamo solo discutendo la legislazione secondaria”. Tuttavia, le stesse fonti sottolineano che “La firma del trattato sul Mes a dicembre non è necessaria, può avvenire uno o due mesi più tardi”.

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