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Mes, Romeo (Lega) a TPI: “Abbiamo fatto cadere il governo perché sapevamo che Conte ci aveva tradito”

Alla vigilia dell'audizione di Conte alla Camera, Massimiliano Romeo, capogruppo dei senatori leghisti, commenta con TPI gli ultimi sviluppi sul caso Mes, in cui la Lega è pronta a dare battaglia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 29 Nov. 2019 alle 14:26 Aggiornato il 30 Nov. 2019 alle 11:21
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Mes, Romeo (Lega): “Conte ci ha traditi, ecco perché cadde il governo”

“Conte ha tradito il Parlamento italiano, la Lega e i 5 Stelle che erano suoi alleati di governo”. Alla vigilia dell’audizione di Conte alla Camera, Massimiliano Romeo, capogruppo dei senatori leghisti, commenta con TPI gli ultimi sviluppi sul caso Mes, dibattito in cui la Lega è pronta a dare battaglia.

Il Mes, il Meccanismo Europeo di stabilità, noto anche come Fondo salva-stati, nei giorni scorsi è finito al centro del dibattito politico per la sua riforma. In questo articolo abbiamo spiegato bene di cosa si tratta.

Nella serata del 27 novembre 2019, lo scontro sul Mes nell’Aula di Montecitorio è arrivato all’apice, ed è stata sfiorata la rissa. E giovedì 28, il premier Giuseppe Conte ha minacciato di querelare Matteo Salvini per calunnia, dopo le parole del leader leghista che aveva detto: “Conte ha compiuto un attentato ai danni degli italiani”, riferendosi alla questione del Mes, il fondo salva-Stati, di cui abbiamo parlato approfonditamente in questo articolo.

Il premier Conte ha replicato poco dopo, dal suo viaggio in Ghana, a Salvini: “Lunedì sarò in Parlamento, in modo trasparente, a riferire tutte le circostanze. Chi oggi si sbraccia a minacciare, io dico: Salvini vada in procura a fare l’esposto, e io querelerò per calunnia”.

Romeo, cosa vi aspettate dall’intervento di Conte?

Ascoltiamo prima di giudicare ascoltiamo, secondo me si arrampicherà sugli specchi perché alla fine i documenti sono molto chiari, la risoluzione che abbiamo votato in Parlamento, al punto 13, diceva nero su bianco che bisognava sospendere qualsiasi determinazione prima che il Parlamento non facesse le proprie valutazioni su queste proposte di modifica.

In realtà dopo due giorni, il 21 giugno, Conte in Consiglio d’Europa diede l’assenso alla riforma del Mes. Poi è chiaro che dicono “ah beh, ma non c’è nulla di definitivo”. Sì, ma nel momento in cui il ministro Gualtieri ci dice che non c’è nessuna possibilità di modificare la riforma, perché ormai è stato dato un assenso, la firma quindi diventa un pro forma.

Conte ha tradito il Parlamento italiano, la Lega e i 5 Stelle che erano suoi alleati di governo.

Salvini ha detto: “Abbiamo documentazione, messaggi, chat, scambiati con Giuseppe Conte, con il Mef, con Giovanni Tria, che possono essere messi a disposizione del popolo italiano”. Di che materiale parliamo?

Nelle sedi opportune – consiglio dei ministri, riunioni di maggioranza – avevamo chiesto di verificare se c’erano state delle modifiche. Sia Conte che Tria, ai tempi, ci avevano assicurato che nulla era stato definito. Noi chiaramente ci siamo fidati. Ecco, quello è stato il nostro errore. I messaggi e le comunicazioni sono normali tra i membri del governo, volevamo capire capire le proposte di riforme in cosa consistessero.

In un’intervista al Fatto Quotidiano, Alessandro Di Battista, prossimo a ritornare sulla scena politica, ha detto che avrebbe votato “no” al Mes.

Noi l’avevamo scritto addirittura nel contratto di governo che volevamo dare una profonda revisione di questo meccanismo, consapevoli che avevamo già versato 45 miliardi di euro a questo fondo salva-stati, somme considerevoli, e non avremmo mai visto indietro un euro solo.

Zingaretti dice: “Quando Salvini era al governo aveva condiviso e approvato la riforma del Mes”.

Noi non abbiamo condiviso nulla. Conte, quando è tornato dal Consiglio europeo, ha detto: “non c’è ancora nulla”. Noi ci siamo fidati.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Quindi Zingaretti mente?

Ma Zingaretti come fa a dire queste cose? Come sostiene questa tesi? Tenta in tutti i modi di scaricare sull’allora governo questa situazione, essendo lui stesso in grossa difficoltà.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Aggiungo: uno dei motivi per cui è stato fatto cadere il governo giallo-verde è anche questo. Rivedendo l’intervento di Molinari alla Camera, durante la “sfiducia” a Conte, Molinari lo disse perfettamente: “Il meccanismo europeo di stabilità è uno dei motivi per cui abbiamo fatto saltare il governo”. Ci siamo fidati di Conte e ci ha traditi.

Quando siamo arrivati a metà luglio, con il voto sulla von der Leyen, e ci siamo resi conto che Conte stava facendo una partita tutta sua, anche sul meccanismo europeo di stabilità, abbiamo capito che il tradimento era compiuto.

Ci troviamo di fronte a una potenziale crisi di governo?

Questo va chiesto ai Cinque Stelle che hanno il loro giudizio e si spera non cambino idea. Se adesso la cambieranno dovranno dirlo in Parlamento. La Lega era sì al governo, ma sul tema dell’Europa l’ha sentito sempre Conte e Tria, ci siamo fidati di quello che ci dicevano e ci hanno traditi. Quindi abbiamo fatto saltare il governo.

Sulla possibilità paventata da Conte di querelare Salvini cosa dice?

Conte faccia quello che vuole, noi non ci preoccupiamo perché sappiamo di essere nel giusto. Sappiamo che ormai da avvocato del popolo è diventato avvocato di se stesso. Carta canta. C’era una risoluzione, c’era un impegno del Parlamento.

Salvini ha richiesto di essere ascoltato da Mattarella, anche se le questioni del Parlamento vedrebbero come garante Fico e non Mattarella. Avete ricevuto un riscontro?

Il nostro segretario Salvini farà valere questa cosa, mi sembra che l’azione sia assolutamente condivisibile, Mattarella è il garante del rispetto della Costituzione che in questa circostanza è stata calpestata.

La risoluzione fu firmata: al Senato Patuanelli prima firma, Romeo seconda firma. Alla Camera uguale: Molinari prima firma, D’Uva seconda firma. Sia alla Camera che al Senato, Lega e M5S hanno firmato questa risoluzione, votata a maggioranza in Parlamento. Nella risoluzione si chiedeva di sospendere qualsiasi determinazione definitiva in attesa che il Parlamento decidesse.

A quel Consiglio europeo del 21 di giugno Conte dà l’assenso alla riforma del meccanismo europeo dei fondi salva-stato. Ormai è sotto gli occhi di tutti. Il fondo salva-stati, così come è stato concepito, serve solo all’Europa per portare via i nostri risparmi.

La sinistra dice che questo è un mezzo con il quale volete spargere un sentimento anti-europeo.

Ci vuole l’Europa forte, ma non è così che si fa. Con questo meccanismo si portano via i soldi agli italiani. Non vogliamo uscire dall’Europa, vogliamo un’Europa forte. Se c’è uno strumento in Europa che non va bene è giusto metterlo in evidenza. Questo non vuol dire alimentare le paure.

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