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Home » Politica

Rai, il sindacato di destra boicotta lo sciopero dei giornalisti: Tg1 e Tg2 vanno in onda (quasi) regolarmente

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Oggi, lunedì 6 maggio, nonostante lo sciopero indetto dai giornalisti dell’Usigrai, le edizioni dell’ora di pranzo del Tg1 e del Tg2 sono andate in onda quasi come se niente fosse ricorrendo ai (pochi) giornalisti che non hanno aderito alla protesta, in particolare quelli iscritti al neonato sindacato di destra, l’Unirai [LEGGI ANCHE Perché i giornalisti Rai sono in sciopero].

Secondo l’Usigrai – sindacato di gran lunga maggioritario all’interno della Tv di Stato – si è trattato di un vero e proprio tentativo di boicottaggio dello sciopero e i direttori di Tg1 e Tg2 hanno così mostrato un “spirito anti-sindacale”.

Nelle edizioni delle 13.30 del Tg1 e delle 13 del Tg2 – osserva la sigla – sono stati mandati in onda “servizi e collegamenti insolitamente lunghi per raggiungere la maggior durata possibile (comunque inferiore a quella consueta)”.

“La verità- attacca l’Usigrai – è che così facendo hanno quasi completamente cancellato interi temi e intere notizie come cronaca ed economia. Un inganno ai cittadini per mascherare il fallimento del boicottaggio”. “Pur di dare l’impressione che lo sciopero fosse fallito – si legge nella nota diffusa dal sindacato – i direttori di Tg1 e Tg2 hanno concentrato i pochi al lavoro in una sola edizione facendo saltare le altre”.

“Verificheremo se non ci sono state violazioni del diritto di sciopero”, avverte il segretario Usigrai, Daniele Macheda, mentre il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, il principale sindacato italiano dei giornalisti, Vittorio Di Trapani, sottolinea: “La libertà è anche di chi non vuole scioperare, ma è illegittimo che una minoranza si organizza con cambi di turni e si metta a disposizione per tentare di far fallire uno sciopero”.

“Se una minoranza riesce a mandare in onda un’edizione del tg – aggiunge Di Trapani – dimostra solo che la maggioranza è in esubero. Se qualcuno in futuro proporrà esuberi in Rai saprà a chi citofonare”.

Anche il Gr1, su Radio 1, è andato quasi regolarmente in onda. Il Tg3, invece è saltato perché tutta la redazione – ad eccezione di un solo giornalista – ha aderito allo sciopero.

Lo sciopero è stato indetto dall’Usigrai “contro le scelte del vertice aziendale che accorpa testate senza discuterne col sindacato, non sostituisce coloro che vanno in pensione e in maternità facendo ricadere i carichi di lavoro su chi resta, senza una selezione pubblica e senza stabilizzare i precari, taglia la retribuzione cancellando unilateralmente il premio di risultato”.

Non solo: “In questi giorni – prosegue la nota del sindacato – è diventato di dominio pubblico il tentativo della Rai di censurare un monologo sul 25 Aprile, salvo poi, in evidente difficoltà, cercare di trasformarla in una questione economica. Preferiamo perdere uno o più giorni di paga, che perdere la nostra libertà, convinti che la libertà e l’autonomia del servizio pubblico siano un valore di tutti. E la Rai è di tutti”.

Osservazioni a cui i vertici della Tv di Stato hanno così replicato: “La decisione del sindacato Usigrai di scioperare su motivazioni che nulla hanno a che vedere con i diritti dei lavoratori si inquadra in motivazioni ideologiche e politiche. L’attuale governance della Rai sta lavorando per trasformare il servizio pubblico in una moderna Digital media company”. E ancora: “Alcuna censura o bavaglio è stato messo sull’informazione e si invita l’Usigrai a cessare di promuovere fake news che generano danno all’immagine dell’azienda”.

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