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“Il nostro sogno è portare un milione di persone a piazza San Giovanni”: le sardine di Roma a TPI

Di Laura Melissari
Pubblicato il 26 Nov. 2019 alle 13:05
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Le sardine di Roma a TPI: Il 14 dicembre a San Giovanni

Dopo numerosi eventi in tutta Italia, da Bologna – dove tutto ebbe inizio il 14 novembre – a Palermo, passando per Parma, Rimini, Modena e Sorrento, le sardine sono pronte ad arrivare nella capitale. Il 14 dicembre la manifestazione contro l’odio, nata come opposizione al comizio elettorale di Matteo Salvini nel capoluogo emiliano, arriva a piazza San Giovanni a Roma.

“Roma è la capitale, è dalla capitale che deve partire un messaggio, e un segnale fortissimo alla politica e a chi alimenta l’odio per avere popolarità e potere. Spero che ci siano veramente un sacco di persone”, ha detto uno degli organizzatori romani di #Romanonabbocca a TPI, il giornalista Stephen Ogongo.

“Vogliamo far vedere che la maggioranza della popolazione è contro questo tipo di politica che divide le persone, la politica che crea conflitti, che non rispetta la persona umana, vorremmo dire da Roma che vogliamo un paese dove si può vivere in armonia, dove tutti si devono sentire a casa, e dove non c’è spazio per odio e dove il colore della pelle, la religione, il luogo da cui sono arrivati i tuoi genitori, il lavoro che fai, il tuo sesso, e anche con chi vai a letto, non devono contare, non devono essere usate come strumenti per giudicare gli altri. Bisogna sposare l’attenzione e mettere la persona, l’essere umano al centro”, continua Ogongo, fondatore del movimento antirazzista Cara Italia.

Se l’obiettivo a Bologna era di portare in piazza 6000 sardine, cioè un numero un po’ più alto dei partecipanti al comizio di Salvini al PalaDozza, quello di Roma è molto più ambizioso: un milione di persone. “Roma è grande. Il mio sogno è vedere un milione di persone a piazza San Giovanni. Sarebbe un segnale forte per dire che questi spazi pubblici non devono essere usati come luoghi da dove partono i messaggi di violenza, di odio”, dice Ogongo, alludendo alla manifestazione di piazza del 19 ottobre scorso, organizzata da Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e CasaPound.

“Speriamo che sia un evento pacifico, dove le famiglie possano venire con i bambini, deve essere la dimostrazione del paese che sogniamo. Un paese dove nessuno ha paura dell’altro”, prosegue. E a chi accusa le sardine di essere solo “contro qualcuno” e non “per qualcosa”, Ogongo risponde: “Le sardine sono “contro”, contro chi alimenta l’odio, contro chi crea le divisioni, è vero. È contro chi non ha rispetto della persona, contro chi non ti considera un avversario ma un nemico, contro chi crea conflitti artificiali. Ma le sardine sono anche “per”: per un paese civile, per un paese dove si può vivere in armonia, un paese senza quei conflitti artificiali, dove il tuo problema è anche il mio”.

A Roma sono tanti i volontari che si stanno impegnando per la riuscita dell’evento e per gestire il gruppo Facebook attraverso cui si sta facendo rete per mobilitare le persone.

“Roma è una realtà delicata, bisogna organizzare l’evento in modo impeccabile, perché sarà un evento veramente grande. Vogliamo che diventi un momento magico, un evento storico, un evento che manderà un messaggio molto forte alla classe dirigente e a chi alimenta l’odio”, dice Ogongo a TPI.

Quale è dunque l’obiettivo di una mobilitazione del genere? Cosa vuole ottenere quel milione di persone che arriverà a Roma a manifestare? “Da queste piazze sta uscendo una sfida a chi governa e a chi guida i partiti per essere più responsabili, a prestare i veri problemi del paese. Questo paese ha tanti problemi, a partire dall’insicurezza che nasce dalla propaganda, dalla cultura dell’odio. Nessuno si sente più sicuro, siamo tutti preoccupati, non sappiamo di chi fidarci”, dice Ogongo.

“Il grande problema è quello del lavoro, il lavoro non è più al centro delle politiche di chi governa il paese. Quando non hanno un lavoro le persone perdono la dignità. I problemi di ogni giorno creano disagi, rendono le persone vulnerabili a queste manipolazioni dell’odio. Chi governa il paese deve prestare molta attenzione ai messaggi che arrivano da queste piazze, che sono un grido di aiuto, un grido ad essere più responsabili, a sistemare il paese, a rimetterlo in carreggiata, in particolare sulla via della ripresa economica”, conclude, lanciando l’invito a partecipare all’evento.

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