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La “carta dei valori” delle Sardine: stilati i dieci punti su cui si basa il movimento

Dall'inclusione alla narrazione politica: le Sardine lanciano il loro manifesto

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 21 Nov. 2019 alle 10:00 Aggiornato il 21 Nov. 2019 alle 10:00
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Credit: Veronica Di Benedetto Montaccini

La carta dei valori delle Sardine: i 10 punti sui quali si basa il movimento

Dopo la manifestazione delle Sardine del 14 novembre a Bologna, in cui oltre 15mila persone si sono riunite in piazza Maggiore per protestare contro la campagna elettorale di Salvini in Emilia Romagna, il fenomeno delle sardine sta coinvolgendo piazze reali e virtuali in tutta Italia.

Lunedì 18 novembre 7mila “sardine” hanno invaso piazza Grande a Modena al grido “Modena non si lega”, e hanno intonato cori sotto la pioggia mentre Salvini era impegnato in una cena elettorale in città.

Nuovi eventi e flash mob si moltiplicano in ogni città, da Reggio Emilia, dove si terrà una manifestazione sabato 23 novembre, a Firenze. I cittadini si riuniranno nel capoluogo toscano il 30 novembre in contemporanea a un evento organizzato dalla Lega alla “Tuscany Hall”.

Numerosi sono gli attacchi che le Sardine stanno ricevendo. Qualcuno critica il movimento per “non avere idee politiche”, qualcun altro di avere “influenze del Pd perché il leader Mattia Santori ha scritto per la rivista di Prodi”. Gli ideatori del movimento hanno così stilato una “carta dei valori”.

Ecco i dieci punti fondanti che stanno circolando in queste ore sui gruppi social delle Sardine:

1. I numeri valgono più della propaganda e delle fake news, per questo dobbiamo essere in tanti e far sapere alle persone che la pensano come noi che esiste questo gruppo;

2. È possibile cambiare l’inerzia di una retorica populista. Come? Utilizzando arte, bellezza, non violenza, creatività e ascolto;

3. La testa viene prima della pancia, o meglio, le emozioni vanno allineate al pensiero critico;

4. Le persone vengono prima degli account social. Perchè? Perchè sappiamo di essere persone reali, con facoltà di pensiero e azione. La piazza è parte del mondo reale ed è lì che vogliamo tornare;

5. Protagonista è la piazza, non gli organizzatori. Crediamo nella partecipazione;

6. Nessuna bandiera, nessun insulto, nessuna violenza. Siamo inclusivi;

7. Non siamo soli ma parte di relazioni umane. Mettiamoci in rete;

8. Siamo vulnerabili e accettiamo la commozione nello spettro delle emozioni possibili, nonché necessarie. Siamo empatici;

9. Le azioni mosse da interessi sono rispettabili, quelle fondate su gratuità e generosità degne di ammirazione. Riconoscere negli occhi degli altri, in una piazza, i propri valori, è un fatto intimo ma Rivoluzionario;

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10. Se cambio io, non per questo cambia il mondo, ma qualcosa comincia a cambiare. Occorrono speranza e coraggio.

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