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Fondi Lega, 10 anni di operazioni sospette: i documenti su cui indaga la Finanza

Cento segnalazioni elaborate dall’Antiriciclaggio di Banca d’Italia: l'inchiesta sui fondi del Carroccio non si ferma

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 6 Ott. 2020 alle 11:59
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Immagine di copertina
Bandiere della Lega Credits: Twitter

C’è un nuovo focus nell’inchiesta sui fondi della Lega e sulla Lombardia Film Commission: la Procura di Milano sta seguendo flussi di denaro per milioni di euro e operazioni sospette. I pm milanesi si sono mossi in questa direzione dopo il vertice con la Procura di Genova, che nel frattempo sta indagando sulla scomparsa dei 49 milioni di rimborsi pubblici dalle casse partito. In particolare, come riporta Il Fatto Quotidiano, la Guardia di finanza di Milano sta studiando cento segnalazioni per operazioni sospette (Sos), elaborate dall’Antiriciclaggio di Banca d’Italia, che riguardano gli uomini vicini alla Lega coinvolti o solo citati nel fascicolo milanese e in quello ligure.

Inchiesta fondi Lega: cosa sappiamo finora

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Nei documenti ci sono gli ultimi 10 anni di flussi finanziari, dal 2010 a oggi. Quindi dall’epoca di Bossi segretario e Belsito tesoriere. E c’entrano tutte le attività che nel tempo hanno riguardato i due commercialisti vicini alla Lega: Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni. Molte segnalazioni sono poi sulla Stp, società di commercialisti contabili, il cui capitale iniziale per quanto riguarda il tesoriere Giulio Centemero è arrivato in parte da denaro pubblico.

Il flusso di soldi proveniva anche dagli imprenditori vicini alla Lega. Come Francesco Barachetti, l’elettricista ed ex consigliere comunale di Casnigo vicino di casa di Di Rubba che ha ricevuto parte del denaro pubblico frutto della vendita dell’immobile di Cormano dalla società Andromeda di Scillieri alla fondazione Lombardia Film Commission. Denaro che lo stesso Barachetti girerà a società riferibili al binomio Di Rubba-Manzoni. Negli ultimi anni Barachetti, che ha un vecchio precedente per spaccio e che oggi è indagato per peculato nell’indagine sui presunti fondi neri della Lega, ha ricevuto dal partito lavori per oltre due milioni di euro.

Parlamentari e assessori

Come scritto dal Fatto, la Finanza sta valutando anche un pacchetto societario acquistato a 5,5 milioni anche da Carrara e Di Rubba e rivenduto solo 4 mesi dopo a 29 milioni all’imprenditore bergamasco Mario Francesco Pozzoni, che non è indagato). Carrara negli anni è risultato tra i fornitori della Lega. Nuove segnalazioni riguardano il caso dell’associazione Maroni presidente e il presunto giro di fatture false riferito in parte al parlamentare leghista Fabio Boniardi (anche lui non indagato) titolare di una tipografia nel Milanese. L’associazione riguarda l’indagine genovese e 450mila euro usciti e rientrati nella casse della Lega. Unico indagato per riciclaggio, Stefano Bruno Galli, assessore regionale lombardo alla Cultura.

Il terzo commercialista: nuovi elementi

Nuovi elementi riguardano anche il terzo commercialista coinvolto e arrestato qualche settimana fa insieme a Di Rubba e Manzoni, ovvero Michele Scillieri. Nelle intercettazioni Scilleri spiegava di avere un “cassetto” da aprire pieno di notizie rilevanti e dalle perquisizioni successive agli arresti di settembre a uno degli indagati, è stata trovata una pen-drive sulla quale è caricato il backup del computer di Scillieri.

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