Commercialisti della Lega arrestati, il gip: “Tra loro c’era un accordo collusivo provato”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 11 Set. 2020 alle 11:21
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Commercialisti Lega arrestati, il gip: “Tra loro accordo collusivo provato”

Trapelano i primi dettagli dell’inchiesta sulla Lombardia Film Commission, per la quale ieri sono stati arrestati tre commercialisti vicini alla Lega, indagati per peculato, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: nell’ordinanza con cui il gip Giulio Fanales ha disposto per loro i domiciliari, infatti, si legge che c’era “un accordo collusivo, siglato fin dall’origine dai tre indagati Alberto Di Rubba, Michele Scillieri e Andrea Manzoni, volto a minare dalla fondamenta il procedimento diretto a stabilire il contenuto del bando”.

Secondo il gip, dunque, i commercialisti della Lega avrebbero stretto un patto – “provato”, di cui quindi in fase di indagini preliminari sono state trovate delle prove – per sfruttare la scelta della nuova sede della Lombardia Film Commission con l’obiettivo di appropriarsi di risorse pubbliche. Al centro dell’inchiesta c’è infatti la vendita di un capannone a Cormano, nel Milanese, avvenuta a un prezzo gonfiato di 800mila euro con fondi finanziati dalla Regione.

Tra gli atti in mano al giudice per le indagini preliminari ci sono anche delle intercettazioni risalenti allo scorso 19 maggio, quando Scillieri parla con Di Rubba e i due, annota il gip, “concordano circa la necessità di superare il malcontento serpeggiante fra i sodali in conseguenza dei guadagni rilevatisi minori del previsto”. “Ne faremo altre mille. La prossima volta andrà bene, invece di 50 ne prendi 70”, dice nell’intercettazione Scillieri al collega.

Il gip, infine, parla anche della difesa di Manzoni, che settimana scorsa ha dato la sua versione dei fatti: “Il resoconto proveniente da Manzoni non viene ritenuto attendibile per plurime ragioni”, visto che l’indagato “pur dilungandosi lungamente in merito a circostanze marginali, ha omesso ogni riferimento ai trasferimenti di denaro dai conti della S.D.C. al suo conto personale e a quello dello studio C.L.D., da lui amministrata, nonché al bonifico disposto dallo Studio CLD srl a vantaggio della Studio Dea Consulting srl, partecipata da lui e amministrata da Di Rubba”

L’inchiesta sulla Lombardia Film Commission

L’inchiesta sulla Lombardia Film commission riguarda la compravendita di un capannone a Cormano, nel Milanese, avvenuta a un prezzo gonfiato che ha garantito una plusvalenza che gli inquirenti giudicano sospetta. Nel gennaio 2017 l’immobile è stato venduto dalla Paloschi – società di cui era liquidatore Scillieri – alla Andromeda – amministrata da Barbarossa – per 400mila euro, somma mai pagata. A dicembre 2017 la Andromeda lo ha venduto alla Fondazione Lombardia Film Commission per ben 800mila euro, quindi il doppio. Una somma, questa, finanziata dalla Regione.

Presidente della Lombardia Film commission all’epoca era proprio Di Rubba, che secondo l’accusa avrebbe spinto per l’acquisto su indicazione della Lega, “facilitando” l’operazione a favore della Andromeda. Nel 2018 gli studi di Bergamo di Manzoni e Di Rubba furono anche perquisiti dalla Procura di Genova nell’inchiesta sui 49 milioni di fondi della Lega. In mattinata il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha dichiarato di fidarsi dei commercialisti, di cui ne conosce due: “Ho fiducia nella magistratura. Sono persone corrette, credo che si risolverà in nulla”, ha detto.

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