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D’Alessandro (Italia Viva): “Ho messo insieme Renzi, Orlando e Brunetta per dire Sì al Mes”

Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 20 Ott. 2020 alle 19:08
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“Mes subito”. È nato l’intergruppo parlamentare a favore del Mes, tema tornato centrale nel dibattito politico dopo le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa sull’ultimo Dpcm. A portare avanti l’iniziativa (domani alle 16 la prima riunione) il Deputato di Italia Viva Camillo D’Alessandro che a TPI ha spiegato: “Di Mes si discute ovunque tranne che nella sede deputata a farlo che è il Parlamento. Ci sono questioni che non possono essere ridotte a un confronto di maggioranza ma devono essere oggetto di un vero confronto tra tutte le forze in Parlamento. L’intergruppo consente l’apertura di un tavolo di riflessione con l’obiettivo di fare chiarezza sulle tante fake che sono circolate intorno al MES; audire i portatori d’interessi sull’offerta sanitaria (il personale sanitario, i medici, i presidenti di Regione, gli amministratori) e portare la loro voce in Parlamento”.

Perché dite “sì” al MES?
“Semplice, perché è la linea di prestito tra tutte quelle che utilizza lo Stato che non ha condizioni, che costa di meno e che è finalizzata alla sanità. Soldi per consegnare, dentro questa tragedia della pandemia, una nuova sanità più efficiente, più vicina e più puntuale. Con il MES risparmiamo 350 milioni di euro all’anno, 3 miliardi in dieci anni. Sarebbe straordinario se noi dicessimo al Paese che finanziamo la sanità e che, con il risparmio del finanziamento alla sanità, finanziamo la ricerca e i ricercatori. Sarebbe uno straordinario piano che cambierebbe la storia del Paese”.

Nell’intergruppo sono presenti diversi esponenti del PD, Italia Viva, Forza Italia. Ma anche del Moviemento 5 Stelle che da sempre si è schierato contro il MES. Si è rotto il muro del “no”?
“Io devo registrare chi ha aderito: due parlamentari dei 5 Stelle, diversi del PD a partire dal vicesegretario Orlando, Borgo, Siani…; una nutrita rappresentanza di Italia Viva; una nutrita rappresentanza di Forza Italia con Brunetta; il gruppo misto con Lupi e alcuni ex 5 stelle. Vuol dire che questo tema che noi poniamo non riguarda una parte, ma il Paese. Gli unici gruppi da cui non sono arrivate adesioni sono Lega, Fratelli d’Italia e Liberi e Uguali. Questo significa che c’è una trasversale voglia di affrontare questo problema, ma sopratutto che il Parlamento torni centrale”.

Conte, durante la conferenza stampa per l’ultimo Dpcm, ha detto “no” al MES. Cosa succederebbe se dovesse proseguire su questa linea? Rischia di cadere il Governo?
“Registro che il Presidente Conte oggi ha corretto parzialmente il tiro. Ed è una buona notizia. Dopodichè ognuno di noi presente nell’intergruppo svolge una funzione all’interno del Parlamento: la maggioranza e l’opposizione. L’intergruppo è una mano che noi diamo al Governo. Se dal Parlamento dovesse emergere una grande maggioranza, una grande indicazione, non sarebbe una cosa contro, ma un aiuto. Non vedo problemi da questo punto di vista”.

Oggi i giornali hanno riportato il cambio di posizione di Gualtieri che sarebbe orientato al “no”.
“Rispettiamo le opinioni di tutti, soprattutto del titolare di un ministero così importante. Ma io sto, per quanto riguarda il PD, a quello che ha dichiarato e continua a dichiarare il segretario nazionale Zingaretti che mi pare faccia le stesse dichiarazioni di Renzi. Prendo atto delle dichiarazioni di Gualtieri che anche oggi ha ricordato che il Mes è un prestito e quindi un debito. Ci mancherebbe altro che non lo sia: non trovo nessuna istituzione al mondo che regala soldi a un Paese. Tuttavia è quello che costa di meno. Il fatto che siamo riusciti con questa iniziativa a rimettere la palla al centro nel dibattito, nel Parlamento e nella maggioranza è sicuramente un fatto positivo”.

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