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Della Vedova (+Europa) a TPI: “Sul Mes Conte dà ragione a Salvini e torto a Zingaretti e Renzi: c’è un problema di credibilità”

Immagine di copertina
Benedetto Della Vedova. Credit: ANSA/ANGELO CARCONI

"Il problema sul Mes è l'incapacità dei populisti M5S di venir meno ai feticci propagandistici": intervista al segretario di +Europa Benedetto Della Vedova

“Conte non vuole il Mes? Si assuma le sue responsabilità e dica di no. Ma è il presidente del Consiglio, deve usare argomenti veritieri e seri”. Benedetto Della Vedova, segretario di +Europa, critica le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ieri in conferenza stampa – rispondendo a una domanda del direttore di TPI Giulio Gambino, ha dichiarato che i soldi del Mes “vanno a incrementare il debito pubblico” e, pertanto, “se li prendiamo, dovremo intervenire con nuove tasse o tagli di spese”. Per Della Vedova ora “siamo a un bivio“: o Pd e Italia Viva “esigono il Mes dal governo di cui fanno parte”, oppure “perdono credibilità”.

Segretario, lei ha parlato di una “bugia patetica” da parte di Conte. Che intende?
Conte ha parlato ieri in diretta tv, nel prime time della domenica, senza contraddittorio e senza approfondire. Semplifico – ma il messaggio era già molto semplice – ha detto che prendere il Mes comporterebbe nuove tasse o tagli di spesa. Questa è una cosa falsa e strumentale che non gli fa onore. Abbiamo fatto spese in deficit per oltre 100 miliardi in questi mesi ed è ovvio che questo comporta tassi d’interesse e necessità di prepararsi a estinguere o rinnovare i titoli. Questo è già un indebitamento.
Quindi?
È una scorrettezza enorme. Conte dovrebbe porre la stessa obiezione per ogni scostamento che chiede in parlamento, come è successo 10 giorni fa. Peraltro, lui è il presidente del Consiglio di Quota 100: decine di miliardi spesi per far pensionare i lavoratori con una carriera migliore, scaricando gli oneri contributivi sui più giovani. Voleva forse dire che chi chiede il Mes punta a più tasse o tagli di spesa pubblica? Sa benissimo che invece vogliamo più investimenti rapidi per sanità e scuole, come abbiamo chiesto da maggio. Questo è un capovolgimento strumentale della realtà. Si assuma la sua responsabilità e dica di no. Ma è il presidente del Consiglio, deve usare argomenti veritieri e seri.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha dichiarato che il tema del Mes non dovrebbe essere affrontato “con una battuta in conferenza stampa”. Secondo lei è a rischio la tenuta del governo? 
Dopo le parole sprezzanti e sbagliate di Conte siamo a un bivio: o Pd e Italia Viva – che chiedono da tempo l’utilizzo del Mes con eccellenti argomenti – lo esigono dal governo di cui fanno parte, oppure perdono credibilità (su questo, e in prospettiva su altro). Loro si sono spesi ai massimi livelli, ripetutamente, per mesi. Ma ora il presidente del Consiglio fa il Conte I, non il Conte-bis: ovvero dà ragione a Salvini e torto a Zingaretti e Renzi, è evidente il problema di credibilità che si pone. Mi auguro che loro insistano e ottengano che il governo acceda ai fondi del Mes in modo serio.
Perché accedere ai fondi del Mes secondo lei è necessario?
La stagione del Covid non è destinata a chiudersi in pochi mesi, anche nello scenario migliore lascerà strascichi e ci dovrà spingere ad essere più pronti di quanto siamo stati in queste settimane ad affrontare la seconda ondata. Non accedere a quei fondi è (e resterà) un errore.

Conte ha detto che il vantaggio in termini di interesse è “contenuto” e ha parlato un risparmio di 200 milioni.
È vero che i tassi d’interesse sul nostro debito sono calati, grazie all’Europa e alla Bce. Questo rende oggi il risparmio del Mes inferiore a quello che noi avremmo fatto a luglio e ad agosto, per cui il danno è stato fatto. Ma oggi il danno continua, perché i tassi sono bassi ma sono comunque i più alti d’Europa dopo quelli della Grecia, mentre i tassi del Mes sono sottozero. Questo significa anche scommettere su una stabilità dei mercati finanziari che è tutt’altro che assicurata nel medio periodo. Quindi anche questo elemento non ha una base razionale.
Ha parlato anche di uno “stigma” da parte degli analisti, per i Paesi che accedono al Mes.
Non è vero, guardando la curva dei tassi si capisce perfettamente perché noi italiani dobbiamo essere i primi a chiederlo: siamo quelli a cui conviene di più. Sarebbe una scelta razionale spiegata razionalmente ai mercati, che supererebbe i pregiudizi ideologici di M5S e Lega. Dov’è lo stigma? Quello che sarebbe chiaro a tutti non lo sarebbe per gli operatori finanziari?

Qual è il problema secondo lei allora?
Di fondo, Movimento 5 Stelle, Lega e populisti sono sempre stati contro il Mes nella loro chiave anti-Europea, e il M5S, dilaniato al suo interno, resta appeso a questo feticcio totalmente virtuale, perché il Mes pandemico non ha niente a che vedere col Mes originale (del quale si possono discutere pregi e difetti, ma io credo che abbia più pregi che difetti). Il problema, quindi, sta nell’incapacità dei populisti M5S di venir meno ai feticci propagandistici.
Contraddire la posizione storica del Movimento sul Mes forse potrebbe indebolirlo ulteriormente.
Penso che anziché inseguire le divisioni tra Di Battista e Crimi bisognerebbe scegliere ciò che è importante per l’Italia. E per il nostro Paese sarebbe comunque importantissimo accedere al Mes.

Leggi anche: 1. Conte si schiera per la prima volta sul Mes: “Troppi rischi, pochi vantaggi” /2. Zingaretti risponde a Conte: “Mes? Non si affronta con una battuta singola in conferenza” /3. “Ora basta, dateci il Mes. Tutti i sindaci italiani lo chiedono”: parla Matteo Ricci a TPI

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