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“Ora basta, dateci il Mes. Tutti i sindaci italiani lo chiedono”: parla Matteo Ricci a TPI

300 sindaci chiedono il Mes al governo Conte attraverso un appello. Le due priorità? Sanità territoriale e Mezzogiorno. Intervista al sindaco di Pesaro Matteo Ricci

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Ott. 2020 alle 21:52 Aggiornato il 16 Ott. 2020 alle 21:55
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Immagine di copertina
Matteo Ricci Credits: ANSA

“Ci servono quei soldi, subito. Dateci il Mes. Con la situazione emergenziale non possiamo più permetterci di perdere tempo”. Oggi più di 300 sindaci di centrosinistra e di liste civiche hanno inviato una lettera direttamente al premier Conte e al ministro Speranza per chiedere con urgenza di sbloccare la situazione del meccanismo di stabilità e recepire così al più presto i soldi per la sanità. Il promotore dell’appello è Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro e presidente di Ali (l’associazione delle Autonomie locali): l’abbiamo intervistato per capire cosa chiedono esattamente i territori.

Chi ha firmato questo appello?
“A firmare la lettera ci sono i sindaci delle grandi città e di quelle che sono state piagate maggiormente dal Covid: da Giorgio Gori di Bergamo e Emilio Del Bono di Brescia a Beppe Sala di Milano, Leoluca Orlando di Palermo,  Dario Nardella di Firenze, Virginio Merola di Bologna, Federico Pizzarotti di Parma, Valeria Mancinelli di Ancona, Giuseppe Falcomatà di Reggio Calabria, Carlo Salvemini di Lecce, Rinaldo Melucci di Taranto,  ma anche di medi e piccoli Comuni come Ciro Bonajiuto di Ercolano o Franco Alfieri di Capaccio-Paestum. In poche ore siamo arrivati a più di 300 primi cittadini”.
Parteciperanno anche dei sindaci di centro destra?
“Ancora no, ma io credo che arriveranno presto perché tutti i sindaci la pensano allo stesso modo sulla gestione della pandemia. A prescindere dal partito politico”.
A chi fa riferimento? Qualche nome?
“Sicuramente i sindaci di Forza Italia, ma anche quelli della Lega si uniranno. Conosco il modo di agire dei sindaci: quando ci sono delle risorse disponibili, bisogna prenderle”.
Nell’appello lei dice “il Mes è una priorità assoluta”, ma per cosa soprattutto?
“Per due questioni in particolare: la prima è la sanità territoriale, la seconda è la sanità del mezzogiorno. E’ proprio la sanità territoriale che è stata l’anello debole durante i mesi peggiori, l’abbiamo visto con la Lombardia. Ovvero la prevenzione, i tamponi, le visite a domicilio. Ecco non dobbiamo più sbagliare su queste cose e servono quindi le risorse adeguate”.
E il Sud?
“Gli ospedali del Mezzogiorno, lo sappiamo, hanno problemi specifici. E vanno rafforzati”.

Lei ha paura dei 10mila contagi di oggi?
“Sì, non sono tranquillo. Io penso questo: l’andamento di crescita costante dei contagi dimostra che non possiamo improvvisare ogni due giorni. Quindi è chiaro ormai che abbiamo una seconda ondata d’inverno molto molto complicata. Dobbiamo fare di tutto per scongiurare il lockdown totale e generalizzato, perché non possiamo permetterci di chiudere la scuola e di chiudere il paese dal punto di vista socio-economico, ma dobbiamo mettere in campo tutte le strategie contro il virus. tra cui il Mes”.
Quindi quei soldi sono essenziali?
“Quelle risorse sono disponibili subito. Non si capisce perché il governo dopo mesi continua a cincischiare e perdere tempo su un’opportunità fondamentale adesso.
Molte obiezioni, poste per esempio dai 5S, riguardano il fatto che c’è e potrebbe già bastare il Recovery Fund…”
“I soldi del Recovery non li vedremo prima di giugno 2021, mentre la sanità va potenziata ora. Non si capisce come si fa a traccheggiare sui dei soldi utilizzabili subito e per la sanità. Quando c’è un’emergenza non bisogna essere ideologici, ma molto pragmatici. E poi il Recovery sono soldi che vanno sugli investimenti, infatti ci stiamo organizzando come Comuni”.
Per esempio?
“Abbiamo per esempio chiesto 20 miliardi del Recovery Fund per le città”.

Come pensate di muovervi ora?
“Beh, Zingaretti ha rilanciato l’appello, altri presidenti di Regione ne hanno parlato. Ho visto molte agenzie. Insomma, c’è interesse. Credo che Conte debba prendere una decisione adesso”.
Ecco, per il Mes siete voi sindaci che avete dovuto alzare un po’ la voce. Ma cosa pensa delle decisioni che i vari governatori prendono indipendentemente dal governo?
“Alcuni governatori vogliono davvero essere protagonisti. Non ascoltano né il governo, né i sindaci. Vedi De Luca e Fontana. Credo che questo appello che noi facciamo per il Mes è diretto anche e soprattutto alle Regioni, che hanno una competenza specifica per la sanità. Il protagonismo delle Regioni non ha aiutato in questi mesi….Ma ora non stiamo più giocando”.

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