Coronavirus, stop a mutui per chi perde il lavoro e per redditi sotto i 30mila euro

Il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, ha parlato in un'intervista delle misure di sostegno all'economia contenute nel decreto che l'esecutivo sta preparando in queste ore. Previsto blocco dei mutui legato al reddito Isee. Chi perde il lavoro avrà diritto alla sospensione per 18 mesi delle rate

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 11 Mar. 2020 alle 12:39 Aggiornato il 11 Mar. 2020 alle 13:55
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Coronavirus, stop a mutui per redditi inferiori a 30 mila euro

Stamattina, mercoledì 11 marzo, il consiglio dei Ministri ha deciso di stanziare 25 miliardi di euro di risorse straordinarie per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, confermando uno sforamento del deficit pari oltre il 2,5 per cento del Pil, che si discosta dalla percentuale prevista in un primo momento, quando il pacchetto di aiuti doveva essere pari a 7,5 miliardi di euro.

Adesso l’esecutivo attende il voto delle Camere sulla richiesta di innalzare gli obiettivi di finanza pubblica, mentre circola già da ieri la bozza del decreto legge sullo stanziamento delle risorse previste nell'”extra budget”. Il documento parla di “sostegno alla liquidità delle famiglie e delle imprese tramite il sistema bancario”, e tra le misure è prevista la sospensione del pagamento di alcune imposte e dei mutui, come pre annunciato anche ieri in un’intervista a Radio Capital dal ministro allo Sviluppo, Stefano Patuanelli.

Delle misure per contenere l’impatto dell’emergenza ha parlato anche oggi il viceministro all’Economia in quota Pd, Antonio Misiani, in un’intervista a Rtl. “Bisogna garantire la liquidità alle imprese e alle famiglie”, ha dichiarato il viceministro, e per questo il governo sta costruendo con Abi e Banca d’Italia “una moratoria molto estesa, un blocco sostanziale del pagamento dei mutui per le imprese e per le famiglie e il mantenimento delle linee di credito aperto”.

Significa sostegno a chi si trova all’improvviso senza le risorse per pagare mutui o le tasse, ma che risponderà ad alcuni criteri: stando a quanto si evince dalla bozza, la “moratoria” di cui si parla dovrebbe essere legata al reddito Isee, sotto i 30 mila euro. Vuol dire che lo stop ai pagamenti di mutui e imposte dipenderà dal reddito, e non varrà per tutti.

“Altrimenti lo Stato non avrebbe i soldi per fare quello che deve fare”, ha aggiunto Misiani. “Faremo interventi importanti anche da quel punto di vista e costituiremo un fondo che poi decideremo successivamente come utilizzare, anche per indennizzare e compensare, almeno parzialmente, i settori maggiormente colpiti dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria. Confermo che ci sarà un intervento sulla questione del pagamento di alcune tasse e contributi”, ha poi osservato il viceministro.

Secondo la bozza del decreto, inoltre, chi perde il lavoro per almeno un mese avrà diritto alla sospensione per 18 mesi delle rate. Per le famiglie è prevista la semplificazione della legge Gasparrini, per la sospensione della rata di mutuo ai cassaintegrati.

“Noi stiamo costruendo un decreto legge – ha spiegato Misiani – che innanzitutto aggiungerà risorse al Ssn perché c’è bisogno di assumere medici, infermieri, di acquistare attrezzature e tutto quello che serve per garantire le cure. Dobbiamo aiutare la Protezione Civile che sta sopportando uno sforzo straordinario, e questo è il primo punto: sanità, protezione civile, forze dell’ordine, la sicurezza dei cittadini”.

Il secondo punto, ha proseguito, è “evitare che ognuno perda il posto di lavoro per effetto dell’emergenza sanitaria e per questo rafforzeremo la cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali garantendola a tutti i dipendenti, a prescindere dalla dimensione dell’impresa, e stiamo costruendo meccanismi anche a sostegno dei lavoratori precari, delle partite Iva, dei professionisti, in un paese in cui la rete di protezione sociale è oggettivamente più fragile per queste categorie di lavoratori”.

Misiani ha inoltre confermato l’intenzione di dare una mano alle famiglie in difficoltà per il blocco delle scuole fino ad aprile, che in molti casi non sanno come organizzarsi. “Vogliamo estendere i congedi parentali e garantire un buono per l’acquisto dei servizi di assistenza dei figli”, ha annunciato. “Chiaro che il massimo sforzo ricada sulle famiglie stesse ma noi stiamo cercando di fare il possibile per alleviare una situazione senza precedenti e che dobbiamo tutti cercare di affrontare dando il meglio di noi stessi”, ha concluso il viceministro.

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