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Coronavirus, il governo valuta lo stop a mutui, tasse e bollette per imprese e famiglie. Patuanelli: “Nessuno deve perdere il posto di lavoro”

Il pacchetto di aiuti in approvazione sarà nell'ordine di 10 miliardi, e richiederà un maggior aumento del deficit

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 10 Mar. 2020 alle 13:41 Aggiornato il 10 Mar. 2020 alle 14:13
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Immagine di copertina
Il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli

Coronavirus, il governo valuta lo stop a tutti i pagamenti

Il governo sta valutando la sospensione di tasse e mutui per famiglie e imprese per arginare le conseguenze economiche dell’epidemia di Coronavirus. Lo ha fatto sapere il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli durante la puntata di oggi, martedì 10 marzo, del programma Circo Massimo di Radio Capital, dichiarando di “star lavorando in questa direzione” insieme al resto dell’esecutivo. Lo stop a tasse e mutui per il ministro potrebbe entrare in vigore già dalla prossima scadenza fiscale, prevista per il 16 marzo, quando l’Italia sarà ancora in piena emergenza Coronavirus.

Si discute intanto l’aumento delle risorse destinate a combattere gli effetti dell’epidemia, come annunciato dal premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa in cui ha elencato le nuove misure restrittive per contenere il contagio in Italia. “Stiamo ragionando sulla possibilità di precostituire una richiesta più elevata rispetto ai 7,5 miliardi di euro previsti per il decreto legge, riguardo allo scostamento del deficit”, ha spiegato il premier lunedì 9 marzo a Palazzo Chigi.

Secondo quanto dichiarato da Patuanelli, il pacchetto di aiuti potrebbe essere nell’ordine dei 10 miliardi, con un aumento del deficit che non dovrebbe andare oltre il 3 per cento del Pil, nonostante l’obiettivo stabilito in partenza fosse quello del 2,2 per cento.

Una tale manovra è certamente subordinata alla concessione di elasticità da parte della Commissione Europea, che però per il ministro dello Sviluppo dovrebbe essere scontata. “Non credo si potrà discutere sul se, ma sul come”, ha detto ai microfoni di Radio Capital: la necessità è quella di “non far morire le persone di fame”. La priorità è quella di iniettare liquidità nel sistema economico nazionale al più presto per evitare la grande crisi delle imprese e la prevedibile impennata della disoccupazione in tutti settori.

“Bisogna affrontare un nemico comune tutti insieme”, ha detto Patuanelli. “Nessuno deve perdere il posto di lavoro e uno stipendio per le difficoltà indotte dal Coronavirus. Dobbiamo garantire più liquidità ad artigiani, imprese e partite Iva e lo si fa con due misure sostanzialmente: la sospensione dei pagamenti, quindi mutui, bollette e tributi ragionando su tutto il territorio nazionale. E poi l’accesso al credito immediato: insieme a Cdp, Bankitalia e Abi stiamo lavorando per l’estensione delle garanzie per il Fondo liquidità per le Pmi”, ha aggiunto.

E infine, le misure per le famiglie che hanno i bambini a casa a causa della chiusura delle scuole, che non possono andare a lavoro e hanno bisogno di sostegno per pagare la baby sitter.  In vista dell’approvazione dell'”extra budget” mercoledì 11 marzo, anche la vice ministra all’Economia Castelli ha confermato la stessa linea “morbida” su fondi e misure, affermando in un’intervista a Radio Anch’io che “nel decreto in approvazione ci sarà una parte fiscale molto importante di sospensione di pagamenti, pagamento di ritenute, contributi: mutui, tasse, tutto sospeso per privati e famiglie”.

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