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Caso Gregoretti-Salvini, il risultato del voto in Giunta immunità: finisce 5 a 5, passa il “sì” al processo

Di Anna Ditta
Pubblicato il 20 Gen. 2020 alle 18:32 Aggiornato il 20 Gen. 2020 alle 22:37
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Immagine di copertina

Caso Gregoretti-Salvini, il risultato del voto in Giunta immunità

La Giunta immunità del Senato ha votato oggi, lunedì 20 gennaio, sulla richiesta di autorizzazione a procedere richiesta dal tribunale dei ministri di Catania nei confronti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti: alla fine, il risultato del voto è stato un sì al processo nei confronti del leader della Lega.

A favore della proposta hanno votato i 5 senatori della Lega, su richiesta dello stesso Salvini. Contrari, invece, erano i 4 senatori di Forza Italia e l’unico di Fratelli d’Italia. Il risultato della votazione, dunque, è stato di 5 a 5: tuttavia, in caso di pareggio il regolamento del Senato fa prevalere il “no” alla richiesta del relatore, che in questo caso era il presidente Maurizio Gasparri che aveva chiesto di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere.

Con il voto di oggi, invece, l’indicazione della Giunta è che nei confronti di Salvini può essere avviato il processo. Adesso, la delibera della Giunta giungerà in Aula, che si riunirà entro 60 giorni da quando l’atto arriva sul tavolo della presidente Casellati. Tuttavia, il Senato prenderà solo atto delle conclusioni della Giunta e non potrà fare nuove votazioni, a meno che 20 senatori non presentino un ordine del giorno per chiedere il voto.

Non era così scontato oggi che la Giunta per le immunità del Senato raggiungesse il numero legale necessario per procedere al voto (almeno 8 senatori su 23). La maggioranza (Pd, Iv, M5s e Leu) ha deciso infatti di non presentarsi alla riunione, come anche l’ex M5S De Falco. Di fatto, il raggiungimento del numero minimo di presenze è stato possibile grazie ai senatori del centrodestra.

Salvini è accusato di sequestro di persona perché, quando era ministro dell’Interno, impedì per più di tre giorni lo sbarco di 116 persone tratte in salvo nel Mediterraneo centrale dalla nave della Marina militare Gregoretti.

Ieri il leader del Carroccio aveva chiesto ai suoi colleghi di votare a favore dell’autorizzazione a procedere. “Chiederò a chi deve votare, quindi anche ai senatori della Lega, di farmi un favore”, aveva detto. “Votate per mandarmi a processo e la chiariamo una volta per tutte”.

La reazione di Salvini

Non si è fatta attendere la reazione di Matteo Salvini al via libera della Giunta delle immunità del Senato al processo nei suoi confronti per il caso della nave Gregoretti. Il leader leghista ha annunciato che i suoi senatori voteranno per l’autorizzazione a procedere anche in Senato: “Sono stufo di passare le mie giornate rispondendo su processi e cavilli. Se mi condannano mi condannano, se mi assolvono mi assolvono. Partita chiusa”.

“Di sbarchi – ha continuato – ne ho bloccati non due (Gregoretti e Diciotti), ma 22. Non è che ogni volta si può ricominciare da capo: decidano se Salvini è un criminale che va eliminato dalla scena politica o uno che da ministro faceva il suo dovere per cui gli pagano lo stipendio. Questo il motivo per cui ho chiesto di accelerare. Se uno mi ritiene un pericoloso criminale, è giusto che venga processato il prima possibile. Ho scoperto che quelli del Pd volevano aspettare le elezioni dell’Emilia-Romagna: troppo comodo. Conto ovviamente di essere assolto, perché ho fatto quello che era nell’interesse nazionale del mio Paese, come alcuni magistrati hanno riconosciuto”.

Dopodiché, Salvini ha chiesto a “tutti gli avvocati che vorranno partecipare” di difenderlo nel processo: “Magari – ha aggiunto – ci sarà una difesa collettiva con 500 o mille avvocati”.

Chi sono i componenti della Giunta immunità del Senato

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato è composta dal presidente Maurizio Gasparri insieme a Lucio Malan, Fiammetta Modena, Adriano Paroli (Forza Italia). Per la Lega fanno parte i senatori Luigi Augussori, Emanuele Pellegrini, Simone Pillon, Erika Stefani e Francesco Urraro. Completa la formazione del centrodestra Alberto Balboni (Fratelli d’Italia).

Per il Movimento Cinque Stelle sono presenti la vicepresidente Grazia D’Angelo e i senatori Mattia Crucioli, Elvira Lucia Evangelista, Agnese Gallicchio, Mario Michele Giarrusso e Alessandra Riccardi.

Il gruppo di Italia Viva può contare su Giuseppe Luigi Salvatore Cucca (vicepresidente), Francesco Bonifazi e Nadia Ginetti. Del Pd è presente invece Anna Rossomando.

Il misto è rappresentato da Pietro Grasso (LeU) e Gregorio De Falco (ex M5S). Per le autonomie c’è il senatore Meinhard Durnwalder, che però nel voto di oggi è assente per motivi personali.

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