Il vicepresidente del comitato di Auschwitz attacca Salvini: “Secondo me, è un fascista”

Chrisoph Heubner ha rivolto parole durissime al leader della Lega a margine di una conferenza stampa a Berlino sul giorno della memoria

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 18 Gen. 2020 alle 14:50 Aggiornato il 18 Gen. 2020 alle 16:09
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Il vicepresidente del comitato Auschwitz: “Per me Salvini è fascista”

Chrisoph Heubner, vicepresidente del Comitato di Auschwitz, fondato dai sopravvissuti al campo di concentramento, ha dato del fascista a Matteo Salvini.

“Dal mio punto di vista, è un fascista”, ha dichiarato Heubner a margine di una conferenza stampa a Berlino sul giorno della memoria, che si celebrerà il 27 gennaio.

“I messaggi che trasmette Salvini risvegliano l’antisemitismo. E lui si rivolge agli antisemiti, che si trovano nel suo entourage”, ha aggiunto.

Secondo il vicepresidente, l’ex ministro dell’Interno sarebbe anche il responsabile dei messaggi di odio rivolti a Liliana Segre, per cui alla senatrice a vita è stata assegnata la scorta.

Salvini è il prototipo di quei politici che preparano l’umore sociale e rendono il fascismo chic”, ha detto il vicepresidente del Comitato di Aushwitz nel corso della conferenza.

Come riporta Ansa, Heuber ha aggiunto: “Noi proteggiamo la democrazia e proteggiamo Liliana Segre. Per noi sono cose identiche. E questa è una posizione molto importante”.

Per Heubner l’allarme sull’antisemitismo è “una sfida europea”, che oltre alla Germania “riguarda Paesi come Ungheria, Francia, Italia e altri”.

Il Comitato internazionale di Auschwitz è stato fondato nel 1952 con l’intenzione di coordinare i vari comitati e le associazioni nazionali di sopravvissuti al campo di concentramento in Polonia. Attualmente ne aderiscono organizzazioni di 19 Paesi, tra cui l’Italia. Lo scopo del comitato è “promuovere la memoria della Shoah”.

Giovedì 16 gennaio 2020 Salvini ha organizzato una conferenza contro l’antisemitismo, in cui ha sottolineato la sua volontà di combattere l’odio verso gli ebrei e gli avversari dello stato d’Israele dentro e fuori dal Parlamento.

All’incontro, a cui ha preso parte anche la presidentessa del Senato Elisabetta Casellati e l’ambasciatore designato d’Israele a Roma Eydar Dror, Liliana Segre non era presente, nonostante fosse stata invitata.

Nella missiva inviata a Salvini per declinare l’invito, la senatrice a vita aveva dichiarato di avere impegni a Milano legati alla giornata della memoria, di apprezzare l’iniziativa del leader leghista, ma di ritenerla, in un certo senso, incompleta.

“Ritengo che non si debba mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose. Questa visione mi pare tanto più necessaria in questa fase storica, in cui le condizioni di disagio sociale spingono tanti a indirizzare la propria rabbia verso un capro espiatorio, scambiando la diversità per minaccia”, ha aggiunto Segre.

Salvini dal canto suo ha indirettamente criticato Segre nel corso della conferenza.

“Mi spiace che qualcuno non sia oggi qui perché avremmo dovuto parlare di tutto: è una classica metodologia italiana”, ha detto Salvini, che non ha votato la Commissione Segre contro razzismo e antisemitismo approvata in Senato a ottobre scorso. La mozione è passata, ma senza i voti della Lega e del centro destra, che hanno preferito astenersi.

Secondo quanto dichiarato dallo stesso segretario del Carrocio, il timore è che lo slogan “prima gli italiani” possa essere incluso nelle forme di discriminazione che la Commissione istituita in Senato mira a combattere.

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