Perdeva alle slot e si sfogava sulla moglie: violenze sessuali e botte per 14 anni

I soprusi, fisici e psicologici, erano iniziati subito dopo le nozze, ma la donna ha trovato il coraggio di denunciare solo adesso

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 19 Mar. 2019 alle 15:50
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Immagine di copertina

UOMO VIOLENTA MOGLIE SLOT MACHINE – Soprusi fisici e verbali, violenze sessuali e psicologiche. Per quattordici anni. È questo quello che ha dovuto subire una donna di Cavalese, piccolo comune in provincia di Trento, vittima di un marito violento e padrone. Un inferno che non si limitava a lei, ma che coinvolgeva anche i suoi figli. Perché lui, quel mostro, come risposta conosceva solo la violenza.

Oggi ai polsi di quell’uomo finalmente sono scattate le manette e lei e i suoi figli possono ricominciare a vivere.

La violenza era entrata in quella casa poco dopo le nozze. Era il 2005 quando lui le dava il primo schiaffo. A quello ne sarebbero seguiti altri, a cui si sommavano calci, pugni e tirate di capelli. L’uomo era talmente violento da non fermarsi nemmeno di fronte ad altre persone.

In più di un’occasione la donna è stata vittima dei soprusi del marito anche davanti ai suoi parenti. Come riportano i media locali, pur di non farsi picchiare, la donna cedeva alle violenze sessuali. Ma la violenza scorreva sempre nelle vene di quell’uomo, che continuava a picchiare la moglie anche di fronte ai loro bambini.

Quella ferocia si accompagnava al vizio del gioco d’azzardo. L’uomo era ossessionato dalle slot machine, ma perdeva in continuazione e il suo modo di scaricare la rabbia era tornare a casa e prendersela con la moglie, che finiva per essere sempre il suo capro espiatorio.

Dopo l’ennesimo episodio di violenza però, qualche settimana fa, la donna ha deciso di reagire. Doveva farlo per sé e per i suoi figli. Così si è recata dai carabinieri e ha denunciato il marito. I militari sono intervenuti e l’uomo è stato condotto nel carcere di Verona, in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Trento

Ora la donna insieme ai suoi figli ha iniziato la sua nuova vita, accolta in una comunità.

“Mi ha massacrata di botte e mi ha lasciata con un mutuo da pagare, vi spiego perché in Italia se muori sei più tutelata”

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