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Stupro in Circumvesuviana, il padre della ragazza: “Oggi direi a mia figlia di non denunciare la violenza”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 23 Mar. 2019 alle 17:33 Aggiornato il 23 Mar. 2019 alle 17:57
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Immagine di copertina

“Sono profondamente indignato come padre e come cittadino. Mia figlia non riesce a uscire da casa, invece, quello è libero”. A parlare è il padre della ragazza di 24 anni violentata sessualmente nell’ascensore della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano lo scorso 5 marzo.

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Secondo il genitore, la ragazza “non è più al sicuro dopo aver denunciato di essere stata stuprata dai tre giovani”.

Uno degli arrestati è stato liberato e il padre della giovane donna si chiede se la denuncia non sia stata un “terribile azzardo”. “A saperlo prima, non avrei denunciato”, ha detto.

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In un’intervista a Repubblica.it, il padre ha confessato di avere “difficoltà a credere ancora alla giustizia dopo quello che è successo. Mai avrei immaginato che in così breve tempo uno dei tre accusati di aver violentato mia figlia tornasse libero”.

Il 9 marzo i tre presunti aggressori, che hanno da poco raggiunto la maggiore età, erano stati fermati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. I ragazzi, interrogati dal magistrato, avevano fornito la stessa versione dei fatti, affermando che si sia trattato di rapporti sessuali consenzienti e non estorti con la violenza.

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“Mia figlia è la vera prigioniera di questa storia. L’unica che resta intrappolata nel suo dramma. Se dovessi tornare indietro, non so se le consiglierei di denunciare di nuovo, visto tutto quello che è accaduto”, ha sottolineato, indignato, il padre della ragazza che il 5 marzo scorso ha “perso la fiducia negli uomini”.

Sia la ragazza che la sua famiglia hanno raccontato di provare un senso di sconforto: “Forse dovremmo andare lontano da qui”.

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