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Tomaso Montanari a TPI: “Nei temi di maturità spero di trovare pensiero critico. Non si nasce umani, lo si diventa con la cultura”

Di Maria Elena Gottarelli
Pubblicato il 19 Giu. 2019 alle 13:29 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:05
Immagine di copertina
Tomaso Montanari

Intervista | Storico dell’arte, saggista e scrittore apertamente schierato su posizioni antifasciste, Tomaso Montanari è fra i protagonisti inediti degli esami di maturità 2019. Il suo saggio Istruzioni per l’uso del futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà è stato proposto fra le tracce della prova scritta in cui migliaia di studenti si sono cimentati nelle prime ore di mercoledì 19 giugno.

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Contattato da TPI, lo scrittore ha rivelato la sua speranza che nel tema i maturandi facciano prova di pensiero critico e capacità argomentativa. Questa, secondo l’accademico fiorentino, è l’unica strada per contrastare la regressione politica e culturale che interessa l’Italia.

D: Il Ministero dell’Istruzione ha scelto la sua opera come possibile traccia della prima prova di maturità. È stato accostato a personaggi di rilievo come Ungaretti, Sciascia e Dalla Chiesa. Come la fa sentire?

R: È ovviamente un grandissimo onore. Innanzi tutto tengo a fare un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi che stanno affrontando la maturità. La scelta del Miur mi fa particolarmente piacere perché nel mio libro cerco di promuovere un pensiero che vada contro il mainstream, contro l’opinione corrente. Mi auguro che in questa maturità trovino spazio anche espressioni eretiche del ragionamento, un modo alternativo di pensare.

Il patrimonio culturale è proprio questo: uno strumento di emancipazione. Non una risorsa economica, ma democratica, di umanità, di civiltà, di solidarietà, un luogo dove le menti trovano ossigeno.

D: Cosa spera di trovare nei temi degli studenti che hanno scelto la sua traccia?

R: Spero di trovarci pensiero critico. Mi piacerebbe molto leggere un tema che dica esattamente il contrario di quello che sostengo io e in cui le mie tesi sono ribaltate con argomenti e intelligenza. Il messaggio che vorrei fosse recepito dai maturandi è che non si nasce umani, ma lo si diventa molto faticosamente nel corso della vita. Il patrimonio culturale ha principalmente questa funzione, aiutarci a diventare umani.

D: Veniamo alle sue posizioni politiche. Si definirebbe un intellettuale di sinistra?

R: Guardi, per quanto riguarda la politica, il mio programma ideale è la Costituzione italiana, che è intrinsecamente antifascista e mette al centro il concetto di persona umana, fondata sull’accoglienza soprattutto di chi è in difficoltà. Credo che in questo momento l’Italia sia sfigurata da una politica che sfrutta i corpi dei più svantaggiati (in particolare poveri e migranti) con falsi pretesti e per fini puramente politici. Credo ci sia bisogno di recuperare l’altezza del disegno della Costituzione.

D: Ma secondo lei, nell’ottica di un pensiero critico, è pertinente interpretare l’attuale panorama politico in termini di opposizione di fascismo e antifascismo?

R: Dipende da come intendiamo questi due termini. Non credo che tornerà il fascismo degli anni 20. Credo però che in un momento storico in cui povertà e ingiustizia sociale vanno per la maggiore ci sia la forte tentazione di imboccare delle scorciatoie. Penso all’esaltazione dell’uomo forte e alla demonizzazione dello straniero. Non so come vogliamo chiamare questo fenomeno. Ma la democrazia è una cosa fragile e credo, come Alberto Bobbio, che i democratici debbano essere sempre in allarme e non smettere mai di difenderla.

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D: Ha parlato di migranti. L’ultimo naufragio in mare risale a stanotte, quando almeno otto persone hanno perso la vita nel mar Egeo. Qual è il suo sentimento di fronte a questa crisi umanitaria?

R: Credo che ci sia qualcuno che gioca con i corpi, i corpi dei migranti. Siamo regrediti a una politica elementare da antico regime, in cui tutti i simboli politici sono giocati sul corpo. Solo che c’è qualcuno che paga un prezzo molto alto per il solo fatto di essere nato un po’ più a Sud di noi e con la pelle un po’ più scura.

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Non c’è niente di più mostruosamente ingiusto che rischiare di morire solo perché si è nati nel posto sbagliato. Credo che dovremmo ricordarci un po’ più spesso che non abbiamo nessun merito di essere nati dove siamo nati”.

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