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Il maestro di Foligno ricoperto di insulti social: “Dici che era un esperimento sociale contro il razzismo, ma guarda cosa pubblicavi”

Immagine di copertina
Il presunto profilo social del maestro di Foligno

L'insegnate questa volta è finito nel mirino per i vecchi post pubblicati sui social

La vicenda di Mike, il bambino nero di Foligno messo in un angolo della classe e insultato dal maestro che aveva detto ai compagni “Guardate quant’è brutto” ha creato una forte indignazione. L’insegnante si è giustificato dicendo che si trattava di un esperimento sociale escogitato per affrontare il tema della Shoah e dell’integrazione.

Il bambino in un’intervista si è detto umiliato da quell’episodio :”Non voglio che succeda più. Ero lì da solo davanti alla finestra e non riuscivo a capire il perché, il tempo passava e non cambiava nulla”. I compagni di classe hanno preso le sue difese ribellandosi: “Noi siamo uguali, noi siamo come lui”. I genitori del ragazzino si sono quindi rivolti a un avvocato perché ritengono che l'”esperimento didattico” messo a punto dal maestro sia stato di stampo razzista. Esperimento di cui è stata vittima anche la sorella del piccolo Mike.

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione che ha deciso di sospendere l’insegnante. Ma anche sul web si è scatenata la bufera.

Dopo l’intervista telefonica alla trasmissione “Porta a Porta”, che ha reso noto il nome del maestro, in tanti sono andati a cercare il profilo social di Mauro Bocci. Subito dopo la puntata, il presunto profilo social del maestro è stato preso d’assalto.

Sulla pagina del 42enne si leggono svariati insulti. Da alcuni viene definito non più ‘maestro’ ma ‘mostro’. In tanti hanno preso le difese del bambino umiliato per il colore della sua pelle e in pochi credono che si sia trattato di un esperimento sociale. Tanti gli utenti che parlano di razzismo e condannano il professore.

Uno di loro scrive: “Questo tizio il 9 di Febbraio ha compiuto un atto di violenza razzista, fascista contro due bambini e poi ha tentato di medicarla dicendo che trattavasi di “esperimento sociale” ed aggiungendo sul suo profilo fb due post sulla shoah sperando di sembrare una brava persona che ha solo fatto un innocente errore. Bravissimi i bambini che hanno reagito difendendo il compagno! Non deve passarla liscia, non lasciamo spazio a questa gente o le cose finiranno veramente male!!”.

Una donna ha commentato: “Mi chiedo se pur era un esperimento come mai non siano stati informati i genitori e il dirigente, un’azione del genere va concordata proprio per evitare ciò che è accaduto e soprattutto in un clima politico come il nostro dove episodi di razzismo sono all’ordine del giorno. Il maestro è stato avventato e superficiale non ha avuto l’accortezza di prevedere tutto questo? Un’azione becera e che sa poco di esperimento sociale ! Meno male che i bambini non hanno pregiudizi con il loro pensiero puro….o era questo l’esperimento sociale, constatare ciò?”.

Ma c’è anche chi è andato a ripescare vecchi post che il maestro avrebbe pubblicato su Facebook mesi fa. Post che trattano il tema dell’immigrazione facendo intuire una certa presa di posizione.

Un altro post che il maestro ha condiviso in passato riguarda il procuratore Carmelo Zuccaro, il capo della procura di Catania che ha condotto l’inchiesta sulle Ong.

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