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Il reddito di cittadinanza, Lino Banfi e il funerale del Pd: cronaca dalla festa M5S

Di Maio, il premier Conte, Di Battista, Casaleggio, Grillo: a Roma il super evento del movimento per celebrare il provvedimento simbolo

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 22 Gen. 2019 alle 16:31 Aggiornato il 22 Gen. 2019 alle 16:49
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio e Lino Banfi. Credit: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Di Maio conduce, Di Battista arringa, Conte rassicura, Casaleggio pre-vede il futuro, Grillo è lontano ma c’è anche lui. Applausi, pacche sulle spalle, larghi sorrisi. Il Movimento Cinque Stelle festeggia il reddito di cittadinanza. L’evento è esclusivo, in platea deputati, senatori, europarlamentari e i volti più autorevoli del giornalismo italiano, pronti a fare le pulci al provvedimento. E come in ogni festa che si rispetti c’è anche la grande sorpresa: Lino Banfi, proprio lui, incredibile ma vero.

A Roma è una mattina di pioggia, arriviamo con buon anticipo e all’esterno dello Spazio Eventi Nazionale, a due passi dal Viminale e dalla sede di Bankitalia, c’è già la folla di telecamere: tutti aspettano una dichiarazione da qualcuno sul caso del giorno, la polemica Italia-Francia sul franco Cfa.

Dentro la sala le luci sono basse e le casse suonano musica elettronica. Classico clima da convention moderna: capannelli, scambi di numeri, gente spaesata.

La festa sta per iniziare. Il nostro vicino di posto ci sgomita: “Chi è quel tale là davanti in prima fila che tutti stanno fotografando?”. Ci sporgiamo. La sagoma non inganna: è Lino Banfi, proprio lui, l’attore delle commedie sexy all’italiana, il nonno Libero di ‘Un medico in famiglia’. Già in passato aveva fatto dichiarazioni pro-Cinque Stelle, ma questa è la prima volta che lo si vede a un evento ufficiale del movimento.

In prima fila ci sono anche tutti i ministri pentastellati: Bonafede, Toninelli, Grillo, Lezzi, Costa.

Entra in sala il premier Giuseppe Conte e scatta l’applauso fragoroso. Poi spunta dal backstage Luigi Di Maio e dà inizio all’evento: sarà lui a condurre i lavori, un po’ leader e un po’ presentatore.

“Buongiorno a tutti, vorrei iniziare con un ospite speciale: il maestro Lino Banfi”. Il vicepremier annuncia che l’attore sarà nominato dal Governo per rappresentare l’Italia nella commissione Italiana per l’Unesco: “Voglio portare un sorriso ovunque”, commenta veloce Banfi. La sala applaude, tra i giornalisti ci si guarda perplessi.

Poi si entra nel vivo: Di Maio presenta il reddito di cittadinanza, dai requisiti per ottenerlo alle norme anti-divano. Scorrono le slide, intervallate da qualche clip video: si fanno degli esempi pratici di quel che potrebbe accadere, il caso del signor Mario Rossi e tanti altri.

Di Maio ringrazia tutti, ma soprattutto una persona che non c’è più: Gianroberto Casaleggio. “Se oggi c’è il reddito di cittadinanza dobbiamo dire grazie a lui”, fa notare il capo politico M5S. E anche qui parte la clip video: quando il fondatore del movimento parlava dell’esigenza di un aiuto economico per i più poveri. Standing ovation in sala.

“Oggi si ride dei navigator, ma quando faremo 10mila assunzioni rideranno meno”, riprende il filo Di Maio. “I soldi c’erano, il reddito di cittadinanza lo abbiamo fatto e faremo funzionare anche le politiche attive del lavoro”.

Prende la parola il premier Conte: “Tutti devono essere resi partecipi del gioco democratico”, dice. “Io sarò il garante di questo nuovo patto sociale con i cittadini. E vigilerò sulle furbizie e sugli abusi”.

Poi tocca ad Alessandro Di Battista, appena tornato dall’America e già tornato protagonista nel dibattito politico. L’anima più militante dei Cinque Stelle va subito all’attacco: “Il Pd raccoglie le firme contro tutto questo… Buon funerale!”. E ancora: “Quelli del Pd riescono ad andare sempre in direzione contraria a quella della storia”.

Dibba fa i complimenti a Di Maio: “Ha fatto un grande lavoro e tutti lo attaccano, forse anche per la sua giovane età e perché sono invidiosi”. Abbracci tra i due.

La sfilata sul palco prosegue con Davide Casaleggio, che parla del lavoro nel futuro, di automazione, mentre sullo schermo alle sue spalle scorrono le immagini della storia dell’umanità, dagli uomini primitivi alla rivoluzione industriale: “Dobbiamo farci trovare pronti per l’automazione e le nuove tecnologie”, riflette.

Di Maio riprende la parola e c’è tempo anche per una veloce divagazione sulle elezioni europee: “Stiamo lavorando alla formazione di un nuovo gruppo parlamentare, né di destra né di sinistra, ma fondato sulla democrazia diretta”, spiega.

Il messaggio finale, quello forse più atteso da tutti, arriva da lontano: Beppe Grillo non è in sala, ha registrato un video. “Lasciate perdere la filantropia, qui siamo di fronte a una manovra economica straordinaria”, dice. “Vogliamo estirpare la povertà e la miseria con intuizioni economiche e finanziarie. Se le persone stanno meglio noi risparmiamo, ve lo dico io che sono di Genova”.

Chiuso il video, Di Maio congeda tutti e le telecamere lo assediano, così come vanno all’assalto di Conte e Di Battista. I parlamentari dei Cinque Stelle si fanno le foto con la scritta “reddito di cittadinanza”. Ancora baci e abbracci orgogliosi. La festa è finita, la sala lentamente si svuota. Fuori ha smesso di piovere, ma il Governo gialloverde questa volta non c’entra.

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