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Migranti, Parigi convoca l’ambasciatrice italiana dopo le frasi di Di Maio sulle colonie francesi

Il vicepremier sminuisce l'accaduto e rilancia le accuse contro la Francia

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 21 Gen. 2019 alle 18:50 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 23:36
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Il 21 gennaio 2019 l’ambasciatrice italiana a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese per avere chiarimenti circa le affermazioni del vicepremier, Luigi Di Maio, sul ruolo della Francia nell’aumento dei flussi migratori.

Secondo quanto riferito dal gabinetto degli Affari europei le frasi del vicepremier italiano sulla Francia sono “inaccettabili e senza motivo”.

 “Io non credo che sia un caso diplomatico, io credo che sia tutto vero”, è stato il commento del vicepremier. “La Francia è uno di quei Paesi che stampando la moneta per 14 Stati africani impedisce lo sviluppo e contribuisce alla partenza dei profughi. Se l’Europa in questo momento vuole avere un po’ di coraggio deve avere la forza di affrontare il tema della decolonizzazione dell’Africa”.

Le accuse di Di Maio e Di Battista alla Francia

Il leader dei 5 Stelle nel corso di una manifestazione del Movimento ad Avezzano ha parlato della questione migranti chiamando in causa l’Eliseo: “Basta ipocrisie, dobbiamo parlare della cause e non degli effetti. Se vogliamo continuare a parlare degli effetti, proseguiamo con la retorica dei morti in mare che ovviamente sono una tragedia e hanno tutto il mio cordoglio, ma detto questo noi dobbiamo parlare delle cause”.

Di Maio è stato poi ancora più chiaro nella sua accusa, puntando il dito contro il governo francese.

“Se oggi noi abbiamo gente che parte dall’Africa è perché alcuni paesi europei con in testa la Francia non hanno mai smesso di colonizzare l’Africa. Ci sono decine di stati africani in cui la Francia stampa una propria moneta ‘il franco delle colonie‘ e con quella moneta si finanzia il debito pubblico francese”.

E ancora: “Se la Francia non avesse le colonie, perché così vanno chiamate, che sta impoverendo sarebbe la quindicesima forza economica mondiale e invece è tra le prime proprio grazie a quello che sta combinando in Africa. Allora, io ho smesso di fare l’ipocrita parlando – come tutti gli altri – solo degli effetti e ho deciso di iniziare a parlare esclusivamente delle cause”.

Accuse simili sono state lanciate contro la Francia anche da Alessandro Di Battista che durante una puntata di Che tempo che fa ha evocato il “neocolonialismo monetario francese” e puntato il dito contro l’Eliseo: “Salverei le persone e le porterei a Marsiglia, fino a che non si crea un incidente diplomatico con la Francia il problema non si risolve”.

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