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Di Maio: “Siamo alternativi alla Lega, no a un’alleanza con Salvini in Europa”

Il ministro del Lavoro ha parlato del rapporto con gli alleati di governo in un'intervista a Repubblica

Di Luca Serafini
Pubblicato il 28 Feb. 2019 alle 07:56
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Alleanza con Salvini anche dopo la fine della legislatura? Luigi Di Maio, in un’intervista a Repubblica, nega questa ipotesi e chiarisce che Lega e Movimento Cinque Stelle saranno insieme solo finché durerà questa esperienza di governo.

“Sia chiaro, stiamo in un governo perché c’è un contratto ma restiamo alternativi alla Lega. Con Salvini non vado a giocare a calcetto. Quando fa cose giuste, lo difendo”, ha detto il ministro del Lavoro.

L’alleanza con la Lega è esclusa anche in Europa: “Non andremo mai in un raggruppamento che, oltre a essere di destra, comprende partiti di Paesi che ci hanno fatto la guerra per inasprire l’austerity”, chiarisce Di Maio.

Il vicepremier è sul banco degli imputati nel M5s. Parlamentari e attivisti lo hanno messo sotto accusa per i risultati deludenti alle elezioni regionali, che rispecchiano del resto sondaggi nazionali tutt’altro che rassicuranti.

“Chiedo cosa sia più corretto: accusare me perché non abbiamo preso il 42 per cento alle Regionali sarde? O venire a chiedermi come ho fatto a prendere il 42 per cento alle politiche? Quello che non accetto è la confusione tra voto politico e amministrativo”, si difende il capo politico dei pentastellati.

Quanto alla regola dei due mandati, che gli impedirebbe di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche, Di Maio precisa: “A livello nazionale mai cambierà. Ma fare il consigliere comunale o il sindaco non è un privilegio come fare il consigliere regionale o il parlamentare”.

“La politica è l’unico settore dove i contratti precari aiutano a lavorare meglio. Spronano a fare le cose in fretta. Io non mi ricandiderò e darò il mio contributo rimanendo vicino al Movimento”.

Di Tav Di Maio afferma di non voler parlare “finché non troveremo un accordo nella maggioranza”. Sull’autonomia delle Regioni, invece, il vicepremier si dice favorevole purché non diventi uno “spacca-Italia”.

“All’ottimo ministro Stefani lo abbiamo detto chiaramente: permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi – dice il ministro del Lavoro – Ma il percorso non sarà breve. Ci sarà una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte. Poi il presidente inizierà una trattativa con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Infine si andrà in Parlamento e lì i presidenti delle Camere decideranno se sarà emendabile o no il testo delle intese”.

Infine, Di Maio annuncia il suo nuovo piano sulla politica industriale, che sarà basato su tre assi: “Primo: accordi con altri Paesi sulle esportazioni, cominceremo dalla Cina. Secondo: abbassamento del costo del lavoro. Terzo, un decreto sbloccantieri”.

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