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Cadavere carbonizzato e mutilato a Milano: “Ucciso per motivi futili”

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Un corpo decapitato e carbonizzato è stato trovato dai vigili del fuoco in via Cascina dei Prati, a Milano, al termine dello spegnimento di un rogo, presumibilmente doloso, segnalato da una chiamata ai vigili del fuoco. ANSA/GIOIA GIUDICI

Il 30 marzo i carabinieri hanno ritrovato un cadavere bruciato e mutilato in un gabbiotto dei rifiuti nel quartiere periferico di Milano, la Bovisasca.

Dopo due giorni, il primo aprile, le forze dell’ordine hanno fermato due ragazzi di 38 e 21 anni con l’accusa di omicidio aggravato dalla crudeltà il primo, e di occultamento e vilipendio di cadavere il secondo.

Il ragazzo di 21 anni è stato fermato all’aeroporto di Milano Malpensa mentre cercava di raggiungere il Sud America: entrambi i fermati sono di origini colombiane.

Nel corso della conferenza stampa, il pm Paolo Storari ha spiegato che la vittima sarebbe stata uccisa a seguito di “un litigio” nato durante una festa in una casa nella zona “per motivi futili, per ruggini e vicende pregresse ancora da chiarire”.

Alla vittima “è stata prima tagliata la gola, poi colpito con un’arma da taglio, successivamente con un’accetta gli hanno tagliato testa, gambe e piedi; quindi è stato messo in un trolley e dato alle fiamme”, ha aggiunto il pm.

La vicenda – A dare l’allarme è stato uno dei condomini, che il sabato sera ha chiamato i carabinieri per segnalare un incendio in zona Bovisasca nei pressi di un gabbiotto metallico pieno di rifiuti.

I pompieri, nello spegnere le fiamme, hanno poi ritrovato i resti di un cadavere bruciato e fatto a pezzi: poco lontano dal tronco è stata ritrovata la testa, le mani e gli arti inferiori del cadavere.

Grazie al racconto di un vicino, i carabinieri sono poi riusciti a risalire all’appartamento in cui l’omicidio si era consumato ritrovando tracce di sangue, l’accetta con cui è stato fatto a pezzi il corpo, il carrello usato per trasportare il trolley con dentro il cadavere mutilato.

La dinamica dell’omicidio – Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, la vittima sarebbe stata accoltellata dall’uomo di 38 anni fermato dalla polizia, mentre il 21enne avrebbe preso parte allo smembramento del cadavere usando un’accetta.

In seguito i due avrebbero messo il cadavere mutilato in una grossa valigia e trasportato con un carrello fino al gabbiotto dei rifiuti per poi dargli fuoco.

Così facendo, i due speravano di cancellare le prove dell’omicidio: vicino al cadavere le forze dell’ordine hanno

Per dare fuoco a tutto, sperando così di cancellare le tracce, i due usano forse benzina: sul luogo del rogo è stata anche trovata una piccola tanica e una bombola rimasta inesplosa.

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