Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 12:11
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Il naufragio del Lago Maggiore: tre anni dopo, le rivelazioni del Mossad sulla morte degli 007 di Italia e Israele nel 2023 cambiano tutto

Immagine di copertina
Il direttore del Mossad David Barnea nel 2022. Credit: Haim Zach / Government Press Office of Israel CC BY-SA 3.0

Il direttore David Barnea ha celebrato la memoria di un agente israeliano ucciso mentre era impegnato in operazioni contro l’Iran. Per i media locali, la vittima morì in Italia nel 2023 insieme a due nostri 007. Ma anche la versione ufficiale della tromba d'aria improvvisa vacilla

Quella del 28 maggio del 2023 sul Lago Maggiore non fu affatto una gita finita in tragedia ma un’operazione dei servizi segreti di Italia e Israele, rivolta probabilmente contro l’Iran, e a confermare questi sospetti è stato proprio il direttore del Mossad, David Barnea.
Una tromba d’aria improvvisa, un’imbarcazione sovraccarica e uno skipper che aveva sottovalutato le previsioni. Quel giorno, non lontano dal confine svizzero, una barca da diporto chiamata Gooduria affondava nel lago tra Piemonte e Lombardia in circostanze che, all’epoca, sembrarono tragiche ma tutto sommato banali. Allora morirono quattro persone tra cui, come si sarebbe scoperto più tardi, almeno tre agenti dei servizi di intelligence di Italia e Israele, a quanto pare impegnati in un’operazione segreta contro la Repubblica islamica. Una versione trapelata soltanto tre anni dopo i fatti dal direttore del Mossad in persona, che ieri ha voluto celebrare la memoria dell’agente “M”.

Quella domenica sul lago
Al momento dell’incidente, la house-boat Gooduria contava a bordo almeno 23 persone, compresi i due membri dell’equipaggio, lo skipper Claudio Carminati e sua moglie Anna Bozhkova, di origini russe. All’epoca le autorità italiane la definirono immediatamente “una gita di piacere”: il mezzo pareva essere stato noleggiato per festeggiare il compleanno di uno dei presenti, dopo un pranzo all’albergo-ristorante Il Verbano, situato sull’Isola Superiore, nel ramo piemontese del Lago. La barca però aveva una capienza massima di 15 passeggeri.
Intorno alle 19 una violenta tromba d’aria — di cui sul Lago Maggiore non si registrano precedenti nella memoria locale — si abbatté sull’imbarcazione, rovesciandola. La vicinanza alla riva, non lontano dalle sponde del cantiere nautico “Fratelli Piccaluga” di Lisanza, nel comune di Sesto Calende, in provincia di Varese, permise la salvezza dei 21 superstiti, tutti arrivati a terra a nuoto sani e salvi, nessuno in condizioni gravi. Quattro persone però persero la vita ma ci volle quasi un anno per capire che quella non era affatto una gita finita in tragedia. Tra le vittime infatti, come rivelò il quotidiano Open citando due targhe commemorative esposte alla sede del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) di Roma, figuravano due agenti italiani, Claudio Alonzi, 62 anni, e Tiziana Barnobi, 53, oltre alla moglie dello skipper, Anna Bozhkova. Ma anche una persona identificata come Erez Shimoni, ex agente del Mossad ufficialmente in pensione, al cui funerale presenziò qualche giorno dopo ad Ashkelon nientemeno che il direttore dell’agenzia di controspionaggio israeliana, David Barnea.

La versione ufficiale
Nell’immediato, il governo italiano sostenne che i presenti sull’imbarcazione si trovassero lì per svago. Carminati finì sotto indagine dalla Procura di Busto Arsizio fin dal primo giorno, e all’inizio dell’estate successiva patteggiò una condanna a quattro anni per naufragio colposo. Le accuse a suo carico erano chiare: aveva imbarcato troppe persone e aveva ignorato l’allerta meteo.
Ma già durante la Giornata della Memoria del 2024 questa versione cominciò a non tornare. Nella sede del Dis erano comparse due lapidi dedicate ad Alonzi e Barnobi, affiancate a quelle di altri caduti illustri dei servizi, tra cui Nicola Calipari. Il testo inciso sulla pietra non lasciava spazio a interpretazioni, concludendosi con la medesima frase: “Perde la vita nelle acque del Lago Maggiore, il 28 maggio 2023, nel corso dello svolgimento di una delicata attività operata con Servizi Collegati Esteri”. Altro che gita di piacere.

La rivelazione del capo del Mossad
Un sospetto che in realtà circolava già da un anno, visto che tutti i superstiti di nazionalità israeliana furono immediatamente evacuati nello Stato ebraico. Ma il colpo finale alla narrativa ufficiale è arrivato ieri, durante la cerimonia del Giorno del Ricordo del Mossad, quando David Barnea, direttore dell’agenzia di intelligence israeliana, ha voluto ricordare l’agente “M”. “Durante l’Operazione Roaring Lion, il mio cuore si è riempito di orgoglio per il carattere e le azioni di M”, ha detto ieri Barnea. “Le operazioni da lui comandate hanno combinato creatività, astuzia e tecnologia avanzata, influenzando in modo significativo il successo dell’operazione contro l’Iran”.
Il suo vero nome non è mai stato reso pubblico ma, secondo quanto rivelato al quotidiano israeliano The Jerusalem Post da chi lo aveva conosciuto, questo agente aveva lavorato per trent’anni al Mossad ed era stato “ucciso” proprio quel 28 maggio del 2023 sul Lago Maggiore. “Un tipo dai modi raffinati, amante dell’umanità, di buon cuore, calmo e tranquillo”, lo aveva ricordato al suo funerale Barnea. “Era un uomo di grande umanità. Adulti e giovani, stranieri e israeliani lo circondavano sempre, e sapeva parlare con tutti nella loro lingua, in ogni senso della parola, con calma e rispetto”. Ma all’epoca non aveva rivelato nulla sul contesto operativo della sua morte.

Ombre iraniane
La rivelazione di ieri del direttore del Mossad non si è fermata infatti al ruolo giocato da “M.” nella campagna contro Teheran. Secondo il Jerusalem Post, l’agente israeliano e i suoi colleghi italiani si trovavano sul Lago Maggiore per lavorare insieme, nell’ambito di un’operazione congiunta con la nostra intelligence, volta a impedire all’Iran di ottenere armamenti avanzati.
A bordo dell’imbarcazione rovesciata ci sarebbero stati 21 agenti segreti, di cui 13 israeliani e 8 italiani, non certo impegnati in una rimpatriata. Già nel giugno del 2023, citando una serie di fonti riservate, l’emittente televisiva israeliana Channel 12 aveva lanciato l’indiscrezione su un traffico di componentistica per armi sofisticate tra l’Iran e la Russia. Questo dopo che l’ex vice capo del Mossad nonché deputato del partito di opposizione Yesh Atid, Ram Ben-Barak, aveva rivelato alla stampa che la vittima israeliana era “in servizio” al momento dell’incidente. A riprova ci sarebbero stati anche i contatti allacciati nella Repubblica islamica da Tiziana Barnobi, ex finalista di Miss Italia nel 1986 e poi arruolata nei servizi nel 2016, che in passato aveva lavorato per Samsung, seguendo anche un progetto con il Politecnico di Teheran.
Un’ipotesi che diventa sempre più concreta e che cambia radicalmente la lettura di quanto accadde quel pomeriggio di tre anni fa. L’evento atmosferico violentissimo e senza precedenti potrebbe infatti non essere stato un semplice capriccio della natura, ma su questo, per ora, non ci sono conferme.

Giustizia da rifare?
Intanto resta la figura solitaria di Claudio Carminati e l’angoscia delle famiglie delle vittime causata da anni di mezze verità. Condannato per naufragio colposo, lo skipper ha perso tutto: moglie, casa, risparmi e, secondo Open, è stato costretto a vivere per mesi in un campeggio grazie all’aiuto di alcuni amici. I parenti delle vittime, che finora hanno ottenuto soltanto il risarcimento dovuto dall’assicurazione della barca di Carminati, vedono riaprirsi una ferita con nuove rivelazioni che mettono in dubbio la versione ufficiale.
Così, tre anni dopo, il Lago Maggiore smette di essere lo sfondo di una disgrazia e diventa una scena del crimine nel quadro di una guerra segreta combattuta a livello internazionale, lontano dai fronti tradizionali. Mancano ancora molti tasselli per arrivare a capire cosa successe davvero e quale ruolo ha svolto dietro le quinte l’Italia nel confronto tra Israele e l’Iran, l’unica certezza è la mancanza di giustizia per le vittime e di verità per i loro familiari.

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Madre si getta dal balcone insieme ai tre figli a Catanzaro: muore con i due bambini, la terza è grave
Cronaca / Volo cancellato per carenza di carburante? Ecco quando è dovuto il rimborso (e quando no) secondo l'Ue
Cronaca / Il film “Più di ieri” è disponibile su Amazon Prime e iTunes
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Madre si getta dal balcone insieme ai tre figli a Catanzaro: muore con i due bambini, la terza è grave
Cronaca / Volo cancellato per carenza di carburante? Ecco quando è dovuto il rimborso (e quando no) secondo l'Ue
Cronaca / Il film “Più di ieri” è disponibile su Amazon Prime e iTunes
Cronaca / Squadra Fiore, cosa sappiamo della centrale di spionaggio clandestino scoperta a Roma
Cronaca / Veleno per topi negli omogeneizzati HiPP: scatta l’allarme nel Centro Europa. L’azienda: “Atto criminale”
Cronaca / Strage di Crans Montana, l’ospedale svizzero invia per errore le fatture alle famiglie dei feriti italiani
Cronaca / Strisciuglio (Ad Trenitalia): “Entro maggio 77 nuovi treni regionali finanziati dal PNRR per 569 milioni di euro”
Cronaca / Un anno senza Francesco, la storia di Don Andrea: “Così ho portato gli ultimi a incontrare il Papa”
Cronaca / Fs Logistix: al via il primo “smart train” tra Milano e Catania
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale