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Vaccinazioni antinfluenzali: è scontro aperto tra Comune di Milano e Regione Lombardia

La Vicesindaco Scavuzzo: "Non ci danno le vaccinazioni per il Comune, è un voltafaccia che denota mancanza di senso di responsabilità". La replica dell'assessore regionale Gallera: "E' solamente una triste polemica strumentale, si rivolga al Governo Conte"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 4 Ott. 2020 alle 09:37 Aggiornato il 4 Ott. 2020 alle 10:40
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Immagine di copertina
Anna Scavuzzo (PD), Vicesindaco di Milano e Giulio Gallera (FI), assessore al Welfare di Regione Lombardia (Credit Photo: ANSA)

Il delicato tema delle vaccinazioni antinfluenzali complica i rapporti tra il Comune di Milano e la Regione Lombardia. Anna Scavuzzo, Vicesindaco del PD, ha denunciato il “voltafaccia di Regione Lombardia che ammette di non poter affrontare una vaccinazione massiccia della popolazione perché non ha abbastanza dosi di vaccino”, tema che peraltro TPI ha anticipato nelle scorse settimane. Scavuzzo sottolinea come ciò accada “dopo settimane di incontri, approfondimenti, bozze di accordi e richieste di disponibilità che hanno visto il Comune di Milano attivamente e fattivamente coinvolto nel proporre la vaccinazione anti influenzale al più alto numero possibile di milanesi, coinvolgendo anche tutti i propri lavoratori e lavoratrici. Ora la Regione scrive addirittura al Comune di Milano di procedere con strutture private per l’approvvigionamento”.

Molto dure le considerazioni della Vicesindaco, che è anche assessora alla Sicurezza: “Non mi sono mai vergognata tanto della insipienza, della ignavia, della mancanza di senso di responsabilità nei confronti di noi cittadini e delle Istituzioni. Qui si è passato il segno e sulla salute dei cittadini non ci si prende in giro con annunci che tentano di coprire la verità. Non mi sono mai vergognata di essere lombarda, non voglio iniziare ora”. Attacco frontale all’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera: “Non ci dia percentuali. Perdoni la franchezza, ci dia numeri assoluti e non le sue interpretazioni: quante persone siete tenuti a vaccinare perché anziane o fragili o sotto i sei anni e quanti vaccini avete? Riuscirete a far vaccinare anche i bambini sopra i 6 anni? E tutti noi, che non siamo bambini, anziani o malati? Oppure del resto della popolazione avete deciso di non preoccuparvene?”.

Dal canto suo, Gallera ha risposto con altrettanta verve polemica: “E’ davvero triste che la Vicesindaco di Milano pieghi la sua carica istituzionale a una polemica politica ingiustificata e strumentale. Regione Lombardia coprirà gratuitamente, come tutte le altre Regioni, con il vaccino antinfluenzale le fasce target della popolazione stabilite dal Ministero della Salute. Mi auguro che questo atteggiamento del Vicesindaco non sia l’avvisaglia della campagna elettorale per Milano dalla quale la salute dei cittadini e i rapporti leali fra le istituzioni devono essere preservati”.

“Abbiamo acquistato l’80% delle dosi in più rispetto allo scorso anno – aggiunge l’esponente forzista – che ci permetteranno di vaccinare in tempi utili le persone fragili, gli over 60, le donne gravide, gli operatori sanitari e i bambini. Per gli altri cittadini, il problema dell’approvvigionamento è nazionale. Invito la Vicesindaco a rivolgere la sua vibrante protesta verso il Governo Conte, del quale il suo partito è un grande azionista”. L’assessore inoltre specifica che “per la città e l’area metropolitana di Milano l’Ats ha elaborato un piano vaccinale molto importante. Una volta esaurito il proprio ruolo istituzionale nei confronti della popolazione target, come già d’accordo, metteremo a disposizione le dosi vaccinali rimanenti delle farmacie e dei cittadini non compresi nelle categorie di cui sopra, con la formula del co-pagamento come avvenuto negli anni scorsi”.

Una risposta che, tuttavia, non ha soddisfatto Scavuzzo, la quale ha replicato: “Non ho fatto una mediocre polemica politica. Ho chiesto dati e numeri e costi, che Gallera nel rispondere continua ad omettere. Non voglio percentuali prive di riferimenti utili a capirle. Voglio sapere quante dosi servono, quante sono state già acquistate tramite gara, quando arrivano e quante ne mancano. In più, da contribuente lombarda, oltre che da Vicesindaco, vorrei capire quanto la Regione Lombardia ha speso”.

“Il voltafaccia di ieri costringe il Comune ad andare sul mercato privato a ottobre: avessimo saputo prima che la Regione era in sofferenza e non sarebbe stata in grado, come concordato, di garantire una fornitura extra di 3000 dosi (al massimo 5000) per i dipendenti del Comune, a fronte di congruo corrispettivo, avremmo da subito deciso altrimenti. Oggi i prezzi sono ovviamente molto più alti e le disponibilità più limitate rispetto a due mesi fa. Questa per me è una vergogna. E peggio mi sento quando penso che una procedura negoziata è ancora in corso, per permettere alla Regione di avere il quantitativo necessario a coprire addirittura il fabbisogno delle fasce più fragili. Chissà quanto spenderà ora che è già ottobre. E chissà quando arriveranno queste dosi di vaccino. Può rispondere nel merito l’assessore Gallera, invece di rispondere piccato”, conclude l’esponente Dem.

A polemizzare con Gallera è anche la consigliera regionale del PD Carmela Rozza: “Lui e Fontana non facciano finta di non sapere che il problema dei vaccini in Lombardia non si riduce al Comune di Milano, ma riguarda tutti i comuni lombardi, il mondo della scuola che è stato pesantemente ignorato e tante altre realtà”.

“Le parole dure della vicesindaco Anna Scavuzzo non possono certo sorprendere chi guida la Regione ed ha la responsabilità di governare la sanità, perché sono mesi che accumulano ritardo sul rifornimento dei vaccini e che, nonostante questa evidenza, spargono ottimismo e invitano i comuni a sostenere la vaccinazione di massa. Ora che il problema c’è, Fontana e Gallera spieghino con chiarezza la situazione, diano numeri e date di consegna e lavorino con le amministrazioni comunali e con le altre realtà per risolvere il problema e reperire le dosi necessarie, se ci tengono davvero alla salute dei lombardi”.

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