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Sanremo 2019, Pierdavide Carone e la canzone sulla pedofilia esclusa dal Festival: “Molto deluso da Baglioni”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 16 Gen. 2019 alle 10:06 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:59
Immagine di copertina

CARAMELLE PIERDAVIDE CARONE – Non esiste Sanremo senza polemiche. Anche l’edizione 2019, che vede nuovamente Claudio Baglioni come direttore artistico, non è da meno.

Come ogni anno, infatti, dopo l’annuncio dei Big in gara, non sono mancate le polemiche dei cantanti esclusi dal Festival della canzone italiana.

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Questa volta, però, la situazione è leggermente diversa.

Alla base dell’esclusione di un brano, infatti, non ci sarebbe il gusto musicale di Baglioni o la bellezza della melodia, ma il tema trattato.

O almeno questo è quanto sostengono da giorni Pierdavide Carone e i Deark Jack, autori della canzone Caramelle, proposta appunto per Sanremo, e che affronta il delicato tema della pedofilia.

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro Fontana, che si è detto dispiaciuto per l’esclusione del brano da Sanremo.

La denuncia è arrivata dal salotto de Non è l’Arena, il programma di prima serata condotto da Massimo Giletti su La 7.

I due autori, usciti tra l’altro entrambi dal programma di Maria De Filippi Amici, erano presenti in studio insieme alla giornalista Marinella Venegoni, l’opinionista ed ex deputata Nunzia De Girolamo e la psicoterapeuta e scrittrice Stefania Andreoli.

> QUI TUTTI I CANTANTI IN GARA A SANREMO 2019

In collegamento da Milano inoltre c’erano Stefano Zecchi e da Parigi Luca Barbareschi.

Per capire il senso dell’ennesima polemica sanremese bisogna fare un piccolo passo indietro.

Nei giorni scorsi Baglioni aveva commentato così l’esclusione dei due cantautori, valutata da molti opinionisti come una sorta di censura: “Ho cercato di spiegare a Pierdavide Carone, ma il messaggio sms è caduto nel vuoto, forse era un numero vecchio. Non c’è alcuna intenzione di censura.

L’anno scorso aveva presentato un pezzo buono che era arrivato in prossimità delle 20 canzoni che avevamo scelto”, aveva dichiarato in conferenza stampa il direttore artistico.

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Carone, che ha partecipato a Sanremo insieme all’indimenticabile Lucio Dalla nel 2012, ha dichiarato da Giletti, rispondendo a Baglioni: “L’sms non mi è mai arrivato e non ho cambiato numero. L’ultima volta ci siamo sentiti a giugno, quando ho scritto ‘Caramelle’.

L’impulso di voler condividere questa canzone con lui, visto che sapevo sarebbe stato il direttore artistico anche di questa edizione del Festival, mi ha portato a mandargli un sms al quale lui ha risposto: ‘Ok, va bene, mandamela’.

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Nello stesso periodo stavo lavorando con i Dear Jack su un altro brano e, parlando con il mio manager Claudio Ferrante, ci è venuta l’idea del duetto in ‘Caramelle’, per far diventare ancora più forte il messaggio insieme a loro”.

E ancora: “Sono molto deluso, in primis da Claudio Baglioni. Con il direttore artistico di Sanremo c’era un rapporto di stima, abbiamo anche duettato insieme. È un cantautore e mi sarei aspettato più empatia visto il tema del brano. È più facile dire di sì a un argomento scottante quando c’è il patrocinio di un gigante della musica.

Se avessi portato ‘Caramelle’ con una star della musica, l’avrebbero presa. So che era piaciuta, dunque il problema era in chi la presentava: è grave e anche un po’ razzista”.

Ma Baglioni non ci sta e ribadisce che non c’è minimamente censura, ma soltanto una graduatoria legata a scelte puramente artistiche.