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Lucarelli e l’ironica lettera della Madonna a Salvini: “Caro Matteo, sono la Beata Vergine, smettila di usarmi per la tua propaganda”

Di Laura Melissari
Pubblicato il 7 Ago. 2019 alle 10:49 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:06
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Lucarelli e l’ironica lettera della Madonna a Salvini: “Smettila di usarmi”

Matteo Salvini ancora una volta chiama in causa i simboli cattolici per la sua propaganda politica. Dopo aver baciato il rosario durante un comizio, il vicepremier è arrivato a ringraziare la Madonna per il decreto sicurezza bis, convertito in legge il 5 agosto. Ma stavolta, a smontare il ministro arriva Selvaggia Lucarelli che si immedesima nei panni della Vergine Maria e scrive una ironica lettera a Matteo Salvini, per chiedergli di smettere di usarla nella sua propaganda.

“Caro Matteo, mi presento: sono la Beata Vergine Maria, colei che ieri hai ringraziato in un tweet. Di solito non mi scomodo a rispondere ai tanti che mi invocano, ma visto che Papa Francesco mi ha definita l’influencer di Dio e tu sei l’influencer di una buona fetta di italiani che credono nel tuo verbo (nello specifico il verbo ruspare), scendo momentaneamente sulla Terra e ti spiego un paio di cose”, esordisce la giornalista.

“Ti sei definito felice che il decreto Sicurezza bis sia passato proprio “il 5 agosto che per chi è stato a Medjugorje rappresenta il compleanno della Vergine Maria”. Tanto per cominciare: grazie per il pensiero, Matteo, ma come certi mariti distratti hai toppato la data. Io sono nata l’8 settembre. Il 5 agosto è nata la Madonna di Medjugorje, nello specifico una collega che non esiste, una che definirei la Mark Caltagirone delle apparizioni mariane”, scrive ancora Lucarelli con il solito stile ironico che la contraddistingue.

Nella lettera Lucarelli lancia un po’ di affondi a Salvini e alla vicenda dei 49 milioni. “Guarda, te la faccio più semplice ancora: l’apparizione della Madonna di Medjugorje non è mai avvenuta, la sparizione dei 49 milioni della Lega invece sì”.

La giornalista sul Fatto prosegue, dando al vicepremier qualche lezione di mariologia: “Giuseppe doveva partecipare a un censimento, tipo quello che vuoi tu per i rom, quindi eravamo in viaggio. Mio figlio è nato e siamo dovuti scappare in Egitto perché Erode lo voleva uccidere. Ecco, se ci fossero stati i tuoi decreti sicurezza, l’egiziano alla frontiera ci avrebbe detto: “Tornate in dietro in Giudea, è un posto sicuro!”. Non avevamo moto d’acqua per fuggire via mare, non avevamo cibo con cui fare selfie”.

“A proposito di soprannomi, i miei sono Beata Vergine Maria del Soccorso, Ausiliatrice, Nostra Signora della Misericordia e anche Stella Maris, ovvero stella polare e guida per chi viaggia per mare. Ora capisci bene, caro Matteo, che ringraziare ME per un decreto che stabilisce che gli ultimi della Terra possono pure essere ingoiati dai flutti, mi ha fatto drizzare il velo”, dice, lanciando l’affondo definitiv.

“Ringrazia Schettino, se proprio cerchi un modello ispiratore. Infine, prima che suoni l’Ave Maria di Schubert al Papeete, ti chiedo di riporre i rosari e di lasciarmi fuori dalla tua propaganda”.

Lucarelli, nei panni della Vergine Maria, dà un consiglio a Salvini, il comandamento che diede Gesù Cristo, ama il prossimo tuo come te stesso.

“Ah. Solo un’ultima cosa: sai la storia che avrei pianto sangue, di tanto in tanto? Ecco. Era una bufala pure quella. Ma solo fino a ieri.  Poi ho letto il tuo tweet”,