Me
HomeGossip

Lodo Guenzi: “Achille Lauro dice cose di sinistra”

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 10 Feb. 2019 alle 16:17 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 08:27
Immagine di copertina
Lodo Guenzi e Achille Lauro

Lodo Guenzi, frontman de Lo Stato Sociale, ha speso parole di elogio per la canzone ‘Rolls Royce’ [qui il testo], con cui il trapper Achille Lauro ha partecipato al Festival di Sanremo 2019.

“Ha un arrangiamento Punk 77 che però è prodotto come un pezzo di Grignani negli anni Novanta, ‘Ti raserò l’aiuola’”, ha osservato Lodo intervistato durante il programma radiofonico I Lunatici, in onda su Radio2.

Secondo Guenzi, la canzone di Achille Lauro (accusata di plagio) “è situazionista” e “dice una cosa vera, che noi tutti ci siamo stancati di inseguire il mito capitale del denaro”.

“Dice una cosa molto di sinistra, e cioè che noi non ne possiamo più di avere questi miti, e se ce li abbiamo è perché è qui che siamo nati” ha osservato il cantante. “Il denaro e la competizione non sono le cose giuste della vita. Ma purtroppo, e Rolls Royce lo racconta, dice che siamo schiavi di questo mondo qui”.

Lo Stato Social sono stati la band rilevazione dell’edizione precedente di Sanremo, quella del 2018, in cui si erano classificati secondi con il brano ‘Una vita in vacanza’.

“Forse noi l’anno scorso siamo stati degli apripista e adesso ti senti canzoni strepitose e straordinarie, come quella degli Zen Circus, quella di Motta, e ti vedi anche quello che mancava, il Vasco di ‘Vado in Messico’, il Vasco di ‘Vita Spericolata’, in quel gran figo di Achille Lauro”, ha proseguito Lodo nell’intervista.

Guenzi ha detto che al Festival faceva il tifo per gli Zen Circus (“sono amici miei”): “Se non dovessi tifare per loro, tiferei Achille Lauro, lo confesso, sono colpevole”, ha aggiunto.

Secondo il leader de Lo Stato Sociale, “vincere Sanremo non conta niente. Nulla. Vita Spericolata arrivò penultima o ultima. Vita Spericolata, cioè uno dei pezzi più importanti dell’universo della musica italiana. Non esiste vincere a Sanremo. Esiste portare una cosa che racconti davvero il Paese”.