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La geniale risposta di Diletta Leotta a chi critica le donne che parlano di calcio

La giornalista e conduttrice di Dazn ha risposto alle frasi sessiste degli ultimi giorni

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 21 Feb. 2019 alle 18:45 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:55
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Immagine di copertina
Diletta Leotta

“Una donna che parla di calcio smette di esistere”, queste sono le parole del giornalista sportivo Giancarlo Dotto, che ha voluto prendere le difese del collega Fulvio Collovati, sospeso dalla Rai proprio per le frasi sessiste pronunciate durante la trasmissione Quelli che il calcio.

“Condivido Fulvio Collovati, non mi piace come l’ha detto. Vado più estremo. Una donna, ma diciamola femmina, che parla di calcio, non mi rivolta lo stomaco, smette di esistere l’attimo stesso in cui lo fa. Ma non perché sia inadeguata e blateri sfondoni, come insinua maldestro Collovati”, ha detto il giornalista Giancarlo Dotto.

A rispondere alle polemiche sessiste ci ha pensato la nota conduttrice di Dazn Diletta Leotta che ha deciso di scrivere una lunga lettera a Dagospia.

“Da 6 anni mi occupo di sport e di calcio in tv, e non di botanica, cosmetica o astrofisica, né considero questi ultimi sei anni di lavoro il mio hobby del week-end. Né farei mai un lavoro senza averne la più pallida nozione, come Dotto sostiene. Faccio semplicemente il mio lavoro e lo faccio da anni con passione e puntualità e sì anche con un tocco di femminilità, che non guasta, e che per fortuna a volte mi fa prendere le distanze da certe situazioni paradossali che possono verificarsi a bordo campo o in uno studio, dove, ci sono personalità o giornalisti dai facili giudizi e dalle maniere da uomo non proprio moderno”.

“Comunque, caro Dotto(re) di calcio, che da oggi sarà ufficialmente il mio guru in materia sportiva, sono pronta con il telecomando nella mano sinistra e un Cosmopolitan nella mano destra, per trovare un clichè scontato almeno quanto il suo sulle donne del calcio, per gustarmi la sua prossima trasmissione sportiva, dove avrei solo da imparare dalle sue ultime teorie sulle tattiche di gioco. Mi verrà sicuramente voglia di prendere un’altra laurea sempre da lei ispirata: magari con una tesi sulla discriminazione di genere nel mondo del lavoro. Tema sempre triste ma ahimè sempre in voga”, ha concluso la giornalista sportiva Diletta Leotta.

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