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Achille Lauro: “Ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato per coprire i debiti”

Di Antonio Scali
Pubblicato il 20 Feb. 2019 alle 19:50 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:56
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Immagine di copertina

ACHILLE LAURO MADRE – Dopo le polemiche, arriva la risposta piccata di Achille Lauro. Il trapper non ci sta e, dopo le accuse per i testi delle sue canzoni, ha raccontato la sua storia e il suo passato in un lungo posto sul suo profilo Instagram.

“Sono figlio di gente onesta, il secondo di due fratelli. Mia madre è sempre stata una persona altruista, generosa, longanime. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva”, ha scritto Achille Lauro sui social.

Un passato difficile, fatto di tanti sacrifici e rinunce. Vicende che lo hanno segnato, ma di cui non si dimentica dopo aver ottenuto il successo. “Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto”, ha aggiunto ancora Achille Lauro.

“Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla. Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti”, scrive Achille Lauro su Instagram.

Il cantante romano, 28 anni, ha poi svelato nel post: “Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l’unico ricordo che conservava di lei. Le generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l’altro”, ha spiegato Achille Lauro.

Uno sfogo quello di Lauro dovuto alle tante polemiche che lo hanno accompagnato durante la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2019 con il brano Rolls Royce: dall’accusa di plagio a quella di istigazione all’uso di stupefacenti. (QUI TUTTI I DETTAGLI)

Il post di Achille Lauro si chiude con un’affermazione che sa tanto di risposta a coloro che lo hanno accusato di favorire il consumo di droghe per via dei contenuti dei suoi testi: “Nessuno conosce la mia vera storia. Non voglio essere un buon esempio, Io sono un buon esempio”.

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Sono figlio di gente onesta, il secondo di due fratelli. Mia madre é sempre stata una persona altruista, generosa, longanime. Abbiamo vissuto con altri bambini perché mia mamma prendeva in casa figli di famiglie in difficoltà, anche quando possibilità non ne aveva. Siamo figli di chi ha dedicato tutta la propria vita al lavoro, a cui tuttavia per tanti anni nessuno ha mai riconosciuto nulla. Ho ricordi di momenti in cui non si sapeva che fine avremmo fatto, se saremmo riusciti a coprire i debiti. Ricordo quando fuori fingevo di aver già cenato perché mi vergognavo a uscire e a non avere soldi per pagare il conto. Oggi ho pagato per riavere i gioielli che mia madre aveva impegnato. Quei gioielli che sua madre le aveva regalato erano l’unico ricordo che conservava di lei. Le generosità che mi è stata insegnata è la mia più grande ricchezza. Io sono come i tanti ragazzi della mia generazione, siamo cresciuti da soli crescendoci l’un l’altro. Nessuno conosce la mia vera storia. Non voglio essere un buon esempio, Io sono un buon esempio. AL

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