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Siria, le prime immagini da Damasco della notte dei bombardamenti Usa ordinati da Trump

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi insieme a Francia e Regno Unito come reazione all'utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad

Di Anna Ditta
Pubblicato il 14 Apr. 2018 alle 11:03 Aggiornato il 14 Apr. 2018 alle 11:05
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Il presidente USA Donald Trump ha ordinato un attacco in Siria con una serie di bombardamenti aerei contro alcuni importanti siti strategici di armi chimiche controllati dal regime di Bashar al-Assad. L’intervento militare a guida USA, con il supporto delle forze aere di Francia e Regno Unito, giunge in risposta all’attacco chimico di Douma di una settimana fa, che ha causato la morte di almeno 100 persone.

L’ordine di Trump di bombardare in Siria è stato annunciato in diretta tv, con un discorso di sette minuti circa, quando in Italia erano le 3 di notte e negli Stati Uniti erano da poco passate le 21:00, di venerdì 13 aprile 2018. L’obiettivo dell’attacco aereo in territorio siriano è quello di colpire strutture strategiche dove sono presenti armi chimiche

L’attacco si è concentrato su Damasco e Homs ed è avvenuto quando in Siria erano le 4 di notte. Gli Stati Uniti hanno bombardato con i missili Tomahawk. Il Regno Unito ha fatto decollare da Cipro quattro Tornados della Royal Air Force (RAF) utilizzando i missili Storm Shadow. Questi bombardamenti si sono concentrati vicino Homs, dove si ritiene che il regime siriano avesse accumulato riserve di armi chimiche. Secondo la televisione siriana nell’attacco ad Homs tre civili sono rimasti feriti.

Nel complesso USA, Regno Unito e Francia hanno bombardato con missili aerei e missili lanciati da unità navali. Sono stati colpiti almeno tre importanti obiettivi: un laboratorio scientifico a Damasco, un sito di stoccaggio per precursori di armi chimiche a ovest di Homs e un posto di comando nelle vicinanze.

Il Cremlino ha condannato l’attacco in Siria e ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sull’accaduto. Lo fa sapere, con una nota, il Cremlino, nella sua prima reazione all’attacco coordinato condotto nella notte in Siria da Usa, Francia e Regno Unito.

La premier britannica Theresa May in una conferenza stampa a Londra ha sottolineato che l’obiettivo dell’attacco condotto dal Regno Unito insieme a Stati Uniti e Francia non aveva lo scopo di rovesciare il regime di Bashar al Assad in Siria, ma quello di disincentivare l’uso di armi chimiche da parte del regime siriano.

May ha detto inoltre che l’attacco militare era l’unica opzione possibile, perché i canali diplomatici non avevano funzionato.

L’obiezione rivolta alla premier britannica è quella di aver agito militarmente senza chiedere l’autorizzazione del parlamento.

Il premier italiano Gentiloni, commentando da palazzo Chigi l’attacco avvenuto nella notte in Siria ha detto: “Le armi chimiche sono strumenti atroci e inaccettabili, questo richiede un impegno per il loro contrasto da parte della comunità internazionale”.

“Non sarà l’inizio di un escalation”, ha detto Gentiloni.  “L’Italia non ha partecipato” all’attacco in Siria e “il supporto logistico che forniamo agli Stati Uniti, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”.

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