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Le immagini della catastrofica epidemia di colera in corso in Yemen

Secondo la Croce Rossa internazionale nel paese arabo si sta consumando la più grande crisi umanitaria del mondo

Di Andrea Lanzetta
Pubblicato il 30 Lug. 2017 alle 12:37
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L’epidemia di colera in Yemen è così diffusa che il solo bere un po’ d’acqua può portare alla morte.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), quasi duemila yemeniti sono già deceduti a causa di una delle peggiori crisi sanitarie della storia moderna, con oltre 400mila persone che hanno contratto la malattia.

Il colera è un’infezione dell’intestino tenue il cui classico sintomo è la diarrea e, se non trattata, può uccidere in poche ore a causa della grave disidratazione che comporta.

La malattia è contratta per ingestione di cibo o acqua contaminata da feci umane e non è più presente nei paesi sviluppati in quanto questi sono dotati di sistemi di igienizzazione e di trattamento delle acque.

Il governo di Abdrabbuh Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale, sta combattendo per impedire la diffusione di questa patologia ma la situazione è resa difficile dalle condizioni delle infrastrutture del paese.

Per le strade della capitale Sana’a non è raro imbattersi in acquitrini di acqua verde puzzolente mescolata a spazzatura. Le fogne e gli acquedotti sono infatti messi a dura prova dalla guerra in corso tra il movimento dei ribelli sciiti Houthi, fedele all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e la coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita che sostiene Hadi.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

Proprio l’intervento militare della coalizione araba ha favorito una grave carestia che ha a sua volta creato le condizioni per l’epidemia di colera.

Gli impianti di sanificazione delle acque sono spesso fuori uso a causa della mancanza di carburante, mentre le aziende addette alla manutenzione che dovrebbero occuparsene lottano contro la mancanza di salari e di adeguate forniture del materiale necessario.

Il governo di Hadi ha preso il controllo dei fondi della banca centrale e ha deciso di non pagare più i dipendenti pubblici nelle zone controllate dai ribelli, questo significa che la maggior parte dei lavoratori che dovrebbero occuparsi di fognature e acquedotti nella capitale Sana’a non vengono pagati da oltre sei mesi.

Nel frattempo, il caldo stagionale sta portando il paese arabo, il più arido e montuoso della regione, sull’orlo di una crisi idrica, mettendo a rischio i suoi oltre 28 milioni di cittadini, già impoveriti dalla guerra e dall’epidemia.

La mancanza di acqua potabile, specialmente nella capitale Sana’a, ha costretto molte persone a rifornirsi dai camion serbatoio messi a disposizione dalle Nazioni Unite e dalle organizzazioni umanitarie internazionali presenti nel paese.

L’Onu stima che, in Yemen, ogni dieci minuti muoia un bambino di meno di cinque anni per cause prevenibili. Oltre due milioni di persone sono già fuggite dalle zone teatro dei combattimenti, lasciando le loro case e tutto ciò che possedevano.

Inoltre, solo la metà degli ospedali e delle strutture sanitarie del paese risultano pienamente in funzione.

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