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Un anno fa 700 psichiatri scrivevano al Congresso: “L’instabilità mentale di Trump è un pericolo”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 7 Gen. 2021 alle 00:36
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Immagine di copertina
Donald Trump

Un anno fa 700 psichiatri scrivevano al Congresso: “Temiamo l’instabilità mentale di Trump, può diventare un pericolo per gli Usa”. Una lettera precisa in cui si i medici dicevano: “Abbiamo un presidente degli Stati Uniti che è psicologicamente e mentalmente sia pericoloso che inadatto al ruolo che ricopre. Il modo in cui si presenta indica una persona che, quando viene messa in discussione la sua immagine o contrastato il suo bisogno emotivo di adulazione, deve necessariamente dimostrare la sua supremazia e comando sugli altri”.

Questo è il testo iniziale della petizione che 700 psichiatri americani avevano sottoscritto e inviato al Congresso degli Stati Uniti, contrassegnando il documento come “urgent communication”. Un documento con carattere di urgenza.

I medici temevano che “Trump potesse diventare un pericolo, una minaccia per la sicurezza della nostra nazione. Le conseguenze – aggiungevano – potrebbero essere catastrofiche”.

Gli autori dell’articolo: Bandy X. Lee, professore di psichiatria presso la Yale University School of Medicine; Jerrold Post, ex analista presso la Central Intelligence Agency (CIA); e John Zinner, uno psichiatra della George Washington University, hanno avvertito che “non monitorare o non comprendere gli aspetti psicologici” del processo politico contro Trump “o non tenerne conto, potrebbe portare a risultati catastrofici”.

“Abbiamo deciso di parlare proprio ora – ha detto Lee al giornale The Independent – perché le false percezioni di Trump su teorie di cospirazione aumentano. I suoi ripetuti tweet – ha aggiunto – mostrano crudeltà e desiderio di vendetta. Non rappresentano più semplici bugie, ma seri disturbi mentali”.

La petizione si concludeva con due richieste urgenti:

1. Le udienze di impeachment devono procedere più speditamente

2. Se possibile, il Congresso dovrebbe rafforzare le leggi esistenti che limitino la capacità di un presidente da solo di fare la guerra o avviare azioni militari”.

La verità è che Donald Trump ha passato 4 anni di presidenza ad aizzare i suoi sostenitori. Oggi arriva la resa dei conti. Mentre la folla dei suoi seguaci assaltava Capitol Hill, il presidente sconfitto alle elezioni del 3 novembre ha perso autorità. Le manifestazioni in stele golpe e senza precedenti al Congresso da lui implicitamente istigato da giorni ha ritardato solo di alcune ore la certificazione della vittoria di Joe Biden che tra 14 giorni gli darà lo sfratto definitivo dalla Casa Bianca.

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