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L’ultimo ordine esecutivo di Trump: “Fuori gli uomini dagli sport femminili”. E cita (a sproposito) il caso di Imane Khelif e Angela Carini

Immagine di copertina
Credit: CNP/AdMedia/SIPA / AGF

“Fuori gli uomini dagli sport femminili”. L’ultimo ordine esecutivo firmato ieri dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mira a “proteggere l’opportunità per le donne e le ragazze di competere nello sport in modo sicuro e leale”, escludendo le atlete transgender.

“Negli ultimi anni, molte istituzioni educative e associazioni sportive hanno permesso agli uomini di competere negli sport femminili”, si legge nel provvedimento. “Questo è degradante, ingiusto e pericoloso per le donne e le ragazze, e nega loro le pari opportunità di partecipare ed eccellere negli sport competitivi”.

Pertanto, l’ordine firmato da Trump revoca “tutti i fondi ai programmi educativi che privano donne e ragazze di giuste opportunità sportive”. “Sarà inoltre politica degli Stati Uniti opporsi alla partecipazione competitiva maschile negli sport femminili in senso più ampio, come questione di sicurezza, correttezza, dignità e verità”, prosegue il testo, che si rifà a uno dei primi provvedimenti firmati dal presidente Usa, che disconosce il concetto di “identità di genere” e riconosce soltanto i due sessi biologici maschile e femminile.

In particolare, l’ordine vieta l’ingresso negli Stati Uniti alle atlete transgender iscritte alle gare femminili organizzate alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Non solo: l’amministrazione statunitense valuterà l’avvio di indagini per “frode” a carico delle persone transgender che presenteranno domanda di visto negli Usa per competere negli sport femminili. Washington si adopererà inoltre presso il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per “tutelare la sicurezza delle donne nelle competizioni sportive, quando organizzate sul suolo americano”.

“Difenderemo le atlete e non permetteremo agli uomini di colpire, far male e imbrogliare donne e ragazze. Da oggi, gli sport femminili saranno solo per donne”, ha spiegato, prima di firmare l’ordine, il magnate repubblicano, che poi si è lanciato in un riferimento, del tutto sbagliato, al caso dell’algerina Imane Khelif e dell’azzurra Angela Carini, risalente ai Giochi Olimpici di Parigi dello scorso anno, quando la pugile campana uscì dal ring pochi secondi dopo l’inizio dell’incontro con la sfidante algerina.

“Chi può dimenticare le Olimpiadi dello scorso anno, dove un pugile uomo ha rubato la medaglia d’oro dopo aver brutalizzato le sue avversarie al punto che una campionessa (Angela Carini, ndr) si è dovuta ritirare dopo soli 46 secondi”, ha detto Trump. “E in realtà hanno avuto due donne, o due persone, che hanno fatto la transizione, ed entrambe hanno vinto dell medaglie d’oro”, ha poi aggiunto il presidente Usa, riferendosi anche al caso di un’altra boxeuse, la taiwanese Lin Yu-ting.

Affermazioni false, come già ribadito l’anno scorso alla stampa dal presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) Thomas Bach, visto che sia la medaglia d’oro dei pesi welter, l’algerina Imane Khelif, che la campionessa olimpica dei pesi piuma, la taiwanese Lin Yu‑ting, non hanno mai “fatto la transizione” di genere e sono sempre state entrambe identificate come donne sin alla nascita, gareggiando come tali.

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