Stati Uniti: le proteste anti-lockdown hanno favorito la diffusione del Coronavirus nel Paese

Attraverso la geolocalizzazione degli smartphone dei manifestanti si è scoperto che molti di loro hanno attraversato il Paese in lungo e in largo, portando il virus in aree prima di allora solo marginalmente colpite

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 19 Mag. 2020 alle 15:23 Aggiornato il 19 Mag. 2020 alle 15:25
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Usa: le proteste anti lockdown hanno favorito la diffusione del Coronavirus

Le proteste anti lockdown negli Usa hanno favorito la diffusione del Coronavirus: a rivelarlo sono i dati dei cellulari degli stessi manifestanti. Secondo quanto svelato dal The Guardian, infatti, tra aprile e maggio diverse persone hanno protestato contro le misure restrittive adottate dal governo per contenere l’epidemia di Covid-19 violando il lockdown e viaggiando da uno Stato all’altro, portando, di fatto, il virus anche in quelle zone che prima di allora erano state marginalmente colpite. A fornire i dati al quotidiano britannico è stato il Committee for Protect Medicare. Attraverso le geolocalizzazione presente in ogni apparecchio, sono stati ricostruiti, in forma anonima, i movimenti dei contestatori nei cinque Stati dove si sono svolte le proteste tra aprile e maggio: Michigan, Wisconsin, Illinois, Colorado e Florida.

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Attraverso questo monitoraggio è stato dimostrato che i contestatori, i quali spesso si sono ritrovati l’uno al fianco dell’altro senza rispettare la distanza minima di sicurezza, i quali il 30 aprile scorso avevano partecipato a una manifestazione a Lansing, nel Michigan, sono poi tornati in diverse parti del Paese, da Detroit a città remote nel nord dello Stato. Un’altra protesta, tenutasi a Denver, in Colorado, il 19 aprile scorso, ha visto diversi contestatori viaggiare attraverso gli stati confinanti, quali Wyoming, Nebraska, Oklahoma, New Mexico e Utah. In Florida, il 18 aprile scorso, i manifestanti sono tornati in tutte le zone della Penisola, arrivando anche al confine con la Georgia.

Secondo gli esperti, la violazione del lockdown potrebbe portare a una nuova ondata di Coronavirus. Alla fine di aprile, nella Carolina del Nord, uno dei manifestanti è risultato positivo al Covid-19, dichiarando la sua intenzione di partecipare comunque alle manifestazioni che si sarebbero state successivamente. Interpellato sull’argomento, il dottor Rob Davidson ha affermato: “Il comportamento che stiamo assistendo alle proteste comporta un alto rischio di infezione. Possiamo vedere che i manifestanti stanno passando da un evento altamente concentrato e si stanno quindi disperdendo ampiamente”. Il medico, che ha sottolineato quanto questi eventi possano essere epidemiologicamente significativi, ha criticato il presidente Usa Donald Trump per aver in qualche modo fomentato le proteste anti lockdown.

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