Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Tregua violata in Libano: ucciso un soldato francese della missione Unifil. Macron accusa Hezbollah e Israele riprende i raid

Immagine di copertina
Un soldato dell’Unifil pattuglia la zona vicino alla moschea a Naquora, nel sud del Libano, il 23 febbraio 2026. Credit: Silvia Casadei/MEI/SIPA / AGF

Un soldato francese delle forze di pace, schierate dalle Nazioni Unite nel sud del Libano nell’ambito della missione Unifil, è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti oggi nel Paese dei Cedri in un attacco condotto, secondo il presidente Emmanuel Macron, dal gruppo armato sciita Hezbollah in violazione della tregua di 10 giorni mediata dagli Stati Uniti. Così Israele ha ripreso gli attacchi in Libano, mentre questa mattina l’Iran annunciava la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz per la persistenza del blocco navale imposto dagli Usa ai porti della Repubblica islamica.

L’attacco in Libano
“Il sergente maggiore Florian Montorio del 17° Reggimento Genieri Paracadutisti di Montauban è caduto questa mattina nel sud del Libano durante un attacco contro l’Unifil. Tre dei suoi commilitoni sono rimasti feriti e sono stati evacuati”, ha fatto sapere sui social l’inquilino dell’Eliseo. “Tutto lascia intendere che Hezbollah sia responsabile di questo attacco. La Francia chiede che le autorità libanesi arrestino immediatamente i responsabili e si assumano la responsabilità insieme all’Unifil”.
La vittima, ha aggiunto sui social la ministra francese delle Forze Armate, Catherine Vautrin, era impegnata “in una missione per aprire una via d’accesso a una postazione dell’Unifil rimasta isolata per diversi giorni a causa dei combattimenti nella zona”, quando è caduta “in un’imboscata tesa da un gruppo armato a distanza ravvicinata”.  “Colpito immediatamente da un colpo diretto di un’arma da fuoco, sotto il fuoco nemico è stato portato via dai suoi compagni, che non sono riusciti a rianimarlo”.
Anche la missione schierata dalle Nazioni Unite nel sud del Libano ha condannato quello che ha definito “attacco deliberato contro i Caschi blu”, confermando che “gli spari provenivano da attori non statali”. “Questa mattina, una pattuglia della UNIFIL che stava sgombrando munizioni esplosive lungo una strada nel villaggio di Ghanduriyah per ristabilire i collegamenti con le posizioni isolate della UNIFIL è stata colpita da fuoco di armi leggere da parte di attori non statali”, ha fatto sapere l’Unifil in una nota diramata sui social. “Tragicamente, un membro delle forze di pace è deceduto a seguito delle ferite riportate e altri tre sono rimasti feriti, due di loro in modo grave”. La missione Onu ha condannato “questo attacco deliberato contro i Caschi blu che stavano svolgendo i loro compiti” e ha annunciato di aver aperto un’inchiesta “per accertare le circostanze di questo tragico incidente”. “Secondo le prime indagini”, si legge nel comunicato, “gli spari sono stati esplosi da attori non statali (probabilmente Hezbollah)”.
L’esercito libanese, da parte sua, ha attributo l’incidente a una serie di “scontri a fuoco con individui armati”. “Il comando dell’esercito condanna l’incidente verificatosi nella zona di Al-Ghandouriyeh del distretto meridionale di Bint Jbeil”, hanno dichiarato sui social le forze armate di Beirut, annunciando che “l’esercito sta conducendo le indagini necessarie per chiarire le circostanze dell’incidente e arrestare i responsabili”. Anche il presidente libanese Joseph Aoun, nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo francese Macron, ha condannato l’attacco contro i Caschi blu francesi e promesso di perseguire i responsabili, esprimendo il cordoglio di tutto il Paese all’inquilino dell’Eliseo, che lo ha invitato ad arrestare gli attentatori. Intanto il premier di Beirut, Nawaf Salam, ha ordinato un’indagine in merito.

Tregua violata
Lo scontro ha determinato una violazione della tregua di dieci giorni mediata dagli Usa tra Israele e Hezbollah, che ha provocato l’immediata reazione dello Stato ebraico. Le forze armate di Tel Aviv (Idf) hanno infatti annunciato sui social di aver agito contro alcuni “sabotatori che hanno violato il cessate il fuoco” nel Libano meridionale. “Nelle ultime 24 ore, le forze dell’esercito israeliano che operano a sud della Linea Blu nel Libano meridionale hanno individuato dei sabotatori che hanno violato il cessate il fuoco e si sono avvicinati all’area a nord della Linea Blu in direzione delle nostre forze”, ha scritto sui social il portavoce in lingua araba dell’Idf, colonnello Avichay Adraee. “L’aeronautica e le forze di terra hanno condotto attacchi contro i sabotatori in diverse aree del Libano meridionale. Sono stati inoltre effettuati bombardamenti di artiglieria a supporto delle forze di terra operanti nella zona e sono state distrutte una serie di infrastrutture terroristiche per contrastare le minacce”.
Ieri, dal suo social Truth il presidente statunitense aveva intimato a Tel Aviv di non bombardare più il Libano, provocando la reazione scioccata del premier israeliano Benjamin Netanyahu. “È loro VIETATO dagli Stati Uniti. Basta!!!”, aveva scritto Trump. Ciononostante, l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna aveva segnalato stamattina la notizia di un morto e tre feriti in un raid aereo condotto ieri sera nel sud del Paese dalle Idf, che non hanno commentato. Il premier Netanyahu aveva avvisato la popolazione che Tel Aviv “non ha ancora terminato” il lavoro per garantire il disarmo di Hezbollah, mentre il gruppo armato sciita aveva annunciato che i suoi combattenti avrebbero tenuto “il dito sul grilletto”.

Le conseguenze sul cessate il fuoco con l’Iran
La tregua in Libano aveva permesso la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, che però questa mattina ha annunciato una nuova chiusura del canale a causa della persistenza del blocco navale imposto da Donald Trump ai porti della Repubblica islamica.
La tensione è così tornata a salire nella zona, dove almeno due navi mercantili, secondo riferito da tre fonti del settore all’agenzia di stampa britannica Reuters, sono state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Il capitano di una petroliera, secondo l’agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), ha segnalato che due delle sue navi sono state prese di mira da altrettante imbarcazioni delle Guardie della rivoluzione islamica in Iran. Altre imbarcazioni hanno ricevuto un messaggio radio dalla Marina iraniana che segnalava la nuova chiusura dello Stretto di Hormuz e il divieto di transito per qualsiasi nave nella zona.
D’altra parte la Guida suprema della rivoluzione islamica in Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, aveva minacciato “nuove sconfitte” per gli Usa e Israele nello Stretto. “La valorosa Marina (dell’Iran, ndr) è pronta a far assaggiare al nemico l’amarezza di nuove sconfitte”, ha affermato Khamenei in una nota diramata su Telegram.
Gli Stati Uniti, da parte loro, non sono rimasti a guardare. Dall’inizio del blocco, secondo quanto annunciato sui social dal Comando centrale delle forze armate Usa (Centcom), “21 navi hanno obbedito agli ordini delle forze statunitensi e sono tornate in Iran”. “Il 17 aprile, gli elicotteri AH-64 Apache hanno sorvolato lo Stretto di Hormuz in missione di pattugliamento”, ha aggiunto il Centcom. “Il personale dell’esercito statunitense sta effettuando voli all’interno e intorno allo Stretto per mantenere una presenza visibile a sostegno della libertà di navigazione”.
Alle prime ore di oggi, intanto, almeno otto tra petroliere e metaniere, secondo i dati del portale di tracciamento marittimo Kpler, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz prima della nuova chiusura decisa dai Pasdaran. Questa mattina il portale Marine Traffic mostrava invece oltre una dozzina di navi in movimento nell’area, tra cui diverse petroliere vicino all’isola iraniana di Larak, che funge da punto di controllo di Teheran nello Stretto, mentre almeno due sembravano aver invertito la rotta, tornando indietro. La nave da crociera Celestyal Discovery, secondo il portale, ha attraversato lo Stretto, senza trasportare passeggeri, per raggiungere Muscat, in Oman, da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti.

Negoziati in salita
La crisi si inserisce in un quadro diplomatico ancora estremamente fragile. I colloqui tra Teheran e Washington proseguono sotto l’egida del Pakistan, che sta organizzando un secondo round di trattative dopo il primo incontro fallito lo scorso fine settimana a Islamabad. Tuttavia le autorità della Repubblica islamica, secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, non hanno ancora approvato nuove trattative con gli Usa “a causa dell’annuncio di Donald Trump riguardo a un blocco navale contro l’Iran, nonché per le richieste eccessive avanzate dagli Stati Uniti nei negoziati, che sono proseguite nei recenti scambi di messaggi”. “L’Iran ha chiarito che evitare richieste eccessive da parte degli Stati Uniti nei negoziati è una condizione fondamentale per la prosecuzione dei colloqui”, ha fatto sapere l’agenzia di stampa iraniana considerata vicina ai Pasdaran, sottolineando che Teheran “non intende perdere tempo in negoziati prolungati e improduttivi”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz: “Il blocco navale Usa viola gli accordi”
Esteri / Aerei a rischio stop in Europa: “Le compagnie hanno scorte solo fino a sei settimane”
Esteri / Iran annuncia l’apertura di Hormuz dopo la tregua in Libano. Volenterosi: Inghilterra e Francia guideranno missione pacifica nello Stretto
Ti potrebbe interessare
Esteri / L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz: “Il blocco navale Usa viola gli accordi”
Esteri / Aerei a rischio stop in Europa: “Le compagnie hanno scorte solo fino a sei settimane”
Esteri / Iran annuncia l’apertura di Hormuz dopo la tregua in Libano. Volenterosi: Inghilterra e Francia guideranno missione pacifica nello Stretto
Esteri / Il capo del Pentagono pensa di citare la Bibbia ma è una frase del film "Pulp Fiction"
Esteri / Trump torna ad attaccare l’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Esteri / Trump contro Meloni, Schlein: "Ferma condanna per attacco alla premier". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Esteri / Trump contro Meloni: “Scioccato dalla premier, pensavo avesse coraggio”. Poi attacca ancora il Papa: “Dovrebbe tacere sulla guerra in Iran, non capisce”
Esteri / Trump nega incredibilmente di essersi paragonato a Gesù: "Ero ritratto come medico"