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La Groenlandia ribadisce ancora una volta a Trump: “Non vogliamo diventare americani”

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A sinistra il presidente Usa Donald Trump. A destra il premier del territorio autonomo danese della Groenlandia e leader Inuit, Múte Bourup Egede. Credit: ZUMAPRESS.com / Meta / AGF

"Non siamo in vendita: gli americani e il loro leader devono capirlo", ha dichiarato il primo ministro del territorio autonomo danese e leader Inuit, Múte Bourup Egede. "Il nostro futuro lo decidiamo noi"

Il primo ministro del territorio autonomo danese della Groenlandia e leader Inuit, Múte Bourup Egede, ha nuovamente respinto l’offerta del presidente Donald Trump di annettere l’isola artica agli Stati Uniti.

“Non vogliamo essere americani, né danesi; siamo Kalaallit (il principale gruppo etnico Inuit dell’isola, ndr)”, ha scritto oggi sui social il premier della Groenlandia, Múte Bourup Egede, rifiutando la proposta come già avvenuto a dicembre scorso e prima ancora sei anni fa. “Gli americani e il loro leader devono capirlo. Non siamo in vendita e non possiamo semplicemente essere presi. Il nostro futuro lo decidiamo noi in Groenlandia”.

Nel suo discorso pronunciato nella notte italiana al Congresso Usa, Trump aveva definito l’isola governata dalla Danimarca “un pezzo di territorio molto molto grande”, “Abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale e internazionale”, aveva detto il presidente Usa: “Penso che ce la faremo. In un modo o nell’altro, ce la faremo”.

Non è la prima volta che il magnate repubblicano mostra interesse per la Groenlandia. Già durante il suo primo mandato infatti, nel 2019, l’allora presidente Usa propose di acquistare il territorio autonomo danese, scatenando la dura reazione delle autorità locali e della popolazione isolana. Un argomento tornato in auge a meno di un mese dal suo secondo insediamento alla Casa bianca con un post pubblicato sui social, che anche allora aveva scatenato reazioni negative sia in Groenlandia che in Danimarca.

Ma perché gli Stati Uniti sono interessati all’isola artica? Bisogna cominciare col dire che Trump non è il primo presidente Usa a voler “conquistare” la Groenlandia ma solo l’ultimo in ordine di tempo a rispolverare una vecchia ambizione. Già Harry Truman infatti, dopo la Seconda guerra mondiale, provò ad acquistare l’isola nel quadro della strategia di contrasto all’Unione sovietica durante la Guerra fredda. Sebbene il contesto internazionale sia mutato rispetto a 80 anni fa, le ragioni dell’attuale inquilino della Casa bianca sono molto simili a quelle del suo predecessore: gli Stati Uniti infatti continuano a contendersi il controllo delle rotte artiche, soprattutto con Russia e Cina.

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