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Tutti contro Morsi

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Il generale al-Sisi difende la sua decisione di rimuovere l'ex presidente dal potere

Il capo dell’esercito egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha difeso la decisione di rimuovere dal potere Mohammed Morsi. Ieri, in un discorso, il generale ha detto di aver esortato il presidente a indire un referendum sulla sue dimissioni, qualche giorno prima che il governo venisse rovesciato. Ma la risposta di Morsi è stato un rifiuto assoluto.

Al-Sisi ha aggiunto che nessun partito sarà escluso dalla partecipazione alle elezioni. “Ogni forza politica deve realizzare che c’è una possibilità disponibile per tutti nella la vita politica.”

Morsi resta sotto custodia, e intanto il nuovo governo ha dichiarato che sono stati congelati i beni di 14 membri dei Fratelli musulmani vicini all’ex presidente.

Il congelamento ha riguardato tra gli altri la guida spirituale dei Fratelli musulmani, Mohamed Badie, e secondo Channel 1 TV (la televisione di Stato), anche i beni di Mohammed Saad al-Katani, leader del partito. In questo modo il governo spera di intensificare la pressione sulle proteste degli ultimi giorni affinché facciano marcia indietro.

I militari egiziani stanno inoltre pianificando un giro di vite alla sicurezza nel Sinai, in seguito all’attacco di venerdì scorso in cui un poliziotto egiziano è stato ucciso e un altro è rimasto ferito.

Secondo il Financial Times, i militari stanno anche bloccando i tunnel che permettono di trasportare armi e merci di contrabbando nella striscia di Gaza e stanno aumentando la sorveglianza aerea.

Dal giorno della rimozione di Morsi gli attacchi alle forze di sicurezza, alle infrastrutture energetiche e alle minoranze religiose in Sinai si sono verificati quasi quotidianamente. Nelle prime ore di oggi, un gruppo di islamisti integralisti ha attaccato un autobus carico di operai diretto ad un cementificio. Tre persone sono morte e 17 sono state ferite.

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