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Tokyo, il killer seriale di ragazzine adescate sui social rischia la pena di morte

Di Marco Nepi
Pubblicato il 1 Ott. 2020 alle 18:31 Aggiornato il 1 Ott. 2020 alle 18:38
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Immagine di copertina

Tokyo, aperto processo contro il killer seriale di ragazze adescate sui social: rischia la pena di morte

Si è aperto a Tokyo il processo contro Takahiro Shiraishi, il killer seriale responsabile di nove delitti ai danni di ragazzine fragili che adescava a manipolava su Twitter e altri social: il 29enne ha subito ammesso la sua colpevolezza. A ottobre di tre anni fa la polizia fece irruzione nella casa di Shiraishi nell’ambito di un’indagine sulla scomparsa di una 23enne, scoprendo nell’abitazione i cadaveri di ben nove persone, tutte giovani ragazze fatte a pezzi dall’uomo. Secondo gli inquirenti il killer era spinto dal macabro desiderio di far male al prossimo e veder morire e soffrire le persone.

Per questo motivo cercava sui social ragazze fragili, che erano vicine a compiere atti di autolesionismo, a cui prometteva un aiuto nel percorso verso la morte. Spesso assicurava loro che si sarebbero suicidati insieme, ma il suo unico obiettivo era vederle morire. Tanto da arrivare a uccidere anche il fidanzato di una delle donne, che aveva scoperto tutto. Strangolandolo come tutte le altre. Le nove vittime erano state tutte strangolate insieme al fidanzato di una di loro, eliminato dopo aver scoperto tutto.

Il suo appartamento si trovata a Zama, a 40 km a sud-est di Tokyo, dove aggrediva sessualmente le vittime prima di eliminarle. Dopo tre anni dalla cattura avvenuta in seguito alla denuncia del fratello di una delle vittime, che aveva trovato i messaggi del killer nel profilo Twitter della sorella, il processo si è aperto con Shiraishi che ha subito ammesso la piena colpevolezza. Se condannato, rischia la pena di morte.

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