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Cos’è la porno-vendetta e perché nel Regno Unito è reato

Oltre 200 persone sono state condannate in base alla nuova legge sul "revenge porn", la "porno-vendetta", entrata in vigore Inghilterra e Galles lo scorso anno

Di TPI
Pubblicato il 6 Set. 2016 alle 13:12 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:55
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Immagine di copertina

Oltre 200 persone sono state condannate in base alla nuova legge sul “revenge porn”, la “porno-vendetta”, entrata in vigore in Inghilterra e Galles lo scorso anno, secondo un rapporto della Crown Prosecution Service (Cps), l’autorità del pubblico ministero inglese e gallese.

La cosiddetta porno-vendetta comporta che l’ex partner carichi immagini a contenuto sessuale esplicito della vittima per provocare umiliazione, imbarazzo o in alcuni casi a scopo di ricatto. 

Nell’aprile 2015, nelle due nazioni è diventato un reato condividere foto o video senza il consenso del soggetto ritratto, con una pena fino a due anni di reclusione. 

La gran parte dei reati sono stati commessi attraverso i social media, hanno spiegato i giudici. 

Gli abusi domestici e i reati a sfondo sessuale costituiscono il 18,6 per cento dei casi portati avanti dal Cps, con processi e condanne a livelli record. Ogni anno dal 2007 il Cps stila il rapporto Violence Against Women and Girls (VAWG)

Nel primo anno dall’entrata in vigore della nuova legge, 206 persone sono state condannate. In tutto, le denunce di porno-vendetta sono state 1.160. 

Abusi domestici, stupri e reati a carattere sessuale hanno rappresentato il 18,6 per cento dei procedimenti portati avanti dal Cps. Il numero è aumentato del 9 per cento negli ultimi 6 anni.

Il numero dei procedimenti giudiziari per stupro è stato il più alto mai registrato (4.643 casi) e quasi il 58 per cento, ovvero 2.689 casi si sono risolti con una condanna.  

Sono aumentati anche gli abusi sessuali nei confronti di bambini. 

Il numero di azioni penali per altri reati sessuali è aumentato di quasi il 23 per cento, per un totale di 11.995 casi, di cui 9.351 hanno comportato una condanna.

Quasi il 70 per cento dei casi di stalking e molestie, ovvero 9.077 casi, erano legati ad abusi domestici, con un aumento di circa il 10 per cento rispetto allo scorso anno. 

Secondo la direttrice della Pubblica Accusa, Alison Saunders, i cambiamenti nel modo in cui i reati sessuali sono perseguiti hanno contribuito ad aumentare i tassi di condanna.

Il numero delle risorse che fanno parte di unità speciali per i reati sessuali è stato raddoppiato e in generale i pubblici ministeri hanno ricevuto una formazione più dettagliata. 

“Oggi stupri, abusi domestici, reati sessuali o molestie sui minori hanno molte più probabilità di essere perseguiti e condannati”, ha aggiunto Saunders.

In passato le accuse di violenze sessuali venivano spesso non prese sul serio. Le molestie domestiche sono state trattate come qualcosa di privato e in molti casi la polizia era riluttante a farsi coinvolgere. Il risultato è stato che per anni casi del genere venivano sottovalutati o abbandonati subito senza indagare. 

Negli ultimi mesi, secondo il Cps, le vittime hanno iniziato ad avere più fiducia nel sistema di giudiziario e di conseguenza hanno iniziato a sporgere denunce. 

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