Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:08
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La polizia turca carica attivisti Lgbt con lacrimogeni

Immagine di copertina

I manifestanti si erano riuniti nel centro di Istanbul per protestare contro il divieto governativo sullo svolgimento del gay pride

La polizia turca ha usato lacrimogeni e proiettili di plastica per disperdere gli attivisti Lgbt che si erano riuniti per manifestare a favore del gay pride, vietato dalle autorità municipali di Istanbul.

Venerdì 17 giugno, il governatore della città aveva emesso il divieto di svolgimento delle due parate annuali per motivi legati alla sicurezza. La massima autorità di Istanbul aveva anche specificato che chiunque avesse preso parte a una manifestazione non autorizzata, sarebbe andato incontro all’intervento delle forze dell’ordine.

I timori legati alla sicurezza hanno due radici. La prima, riguarda più in generale il clima di tensione dovuto agli attacchi che in questi ultimi mesi hanno scosso la Turchia per mano dell’Isis e del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan.

La seconda è dovuta al fatto che il gay pride era stato organizzato durante il mese del Ramadan, considerato sacro dalla tradizione islamica.

In particolare per quest’ultimo motivo, un gruppo di ultranazionalisti turchi aveva definito il gay pride “immorale” e aveva minacciato di intervenire per fermare la marcia.

Nonostante il divieto e le minacce, domenica 19 giugno dozzine di persone si erano riunite nel centro di Istanbul per manifestare a favore dello svolgimento dell’evento. La polizia turca è intervenuta, reprimendo i manifestanti con la violenza.

In precedenza, gli organizzatori del gay pride avevano denunciato la “flagrante violazione della costituzione e della legge”. Infatti, in Turchia, a differenza di altri paesi a maggioranza musulmana, l’omosessualità non è illegale, ma rimangono diffusi forti sentimenti omofobi fra la popolazione, specie quella più conservatrice.

L’intervento della polizia contro gli attivisti Lgbt si inserisce in un clima generale di tensioni in Turchia. Venerdì 17 giugno, un gruppo di fan della rock band inglese dei Radiohead è stato attaccato da alcuni radicali filoislamisti che lamentavano il comportamento non in linea con i precetti di astinenza previsti dal Ramadan.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ti potrebbe interessare
Esteri / Mamdani ottiene 130 milioni di dollari di risarcimento per i rider sottopagati
Esteri / Melania Trump: “Sotto il comunismo ho avuto un’infanzia bellissima”
Esteri / Trump accoglie Xi tra battute, panda e patron di Big Tech. Ma la sfida tra Usa e Cina è su IA, dazi e Taiwan
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / El Mundo: “La Russia si prepara ad attaccare con droni Italia, Francia o Spagna”. Crosetto: “L’allarme non trova conferma”
Esteri / Xi Jinping va a Washington, Trump lo accoglie con il tappeto rosso: tregua tra Usa e Cina sui dazi fino a gennaio
Esteri / Pezeshkian mostra all'Onu le foto dei bambini iraniani uccisi dai raid di Usa. La delegazione Usa lascia l'aula
Esteri / “Il mondo è impreparato a una nuova pandemia”: l’allarme della rivista “The Lancet”
Esteri / Gaza: il Board of Peace di Donald Trump presenta un piano da 2,45 miliardi per la ripresa nella Striscia
Esteri / Così l'accordo tra Usa, Danimarca e Groenlandia assicura la presenza militare e l'adesione dell'isola alla Nato “per sempre”