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Home » Esteri

Ondata di violenza

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Oltre 70 i morti causati da bombe e sparatorie tra sabato e domenica, in un'impennata di violenza iniziata con il mese di Ramadan

Attentati e sparatorie in Iraq hanno ucciso 13 persone nella giornata di ieri. Il numero di morti è salito oltre i 70 dopo un’onda coordinata di autobombe nella tarda notte di sabato. La dimensione della carneficina è diventata più chiara quando la polizia ha riferito che un totale di 12 autobombe sono esplose nella città di Baghdad. Sono stati segnalati più di 125 feriti.

Le esplosioni di questo fine settimana sono state le ultime di una implacabile impennata di violenza nel bagno di sangue che ha scosso l’Iraq dall’inizio del mese del Ramadan lo scorso 10 luglio.

Le esplosioni di sabato sera sono avvenute dopo il tramonto durante il pasto “Iftar”, che rompe il quotidiano digiuno di Ramadan . Durante il mese sacro a quell’ora le strade sono spesso piene di gente, suggerendo che gli attentatori volevano colpire il maggior numero possibile di civili.

Non c’è stata alcuna rivendicazione di responsabilità per gli ultimi attacchi, anche se gli attentati coordinati contro gli sciiti sono la tattica preferita del ramo iracheno di al-Qaeda.

Le tensioni settarie in Iraq tra sciiti e sunniti sono state acuite dalla guerra civile nella vicina Siria, che ha portato sciiti e sunniti a combattere su fronti opposti del conflitto.

Il presidente del parlamento iracheno Osama al-Nujaifi ha esortato le forze di sicurezza a non rinunciare alla loro lotta contro gli estremisti violenti, mentre ha chiesto che facciano di più per garantire la sicurezza. Al-Nujaifi è un sunnita spesso critico del primo ministro sciita, Nuri al-Maliki.

“Condanniamo con forza gli attacchi malvagi e criminali che hanno colpito il nostro popolo”, ha detto. “Questi attacchi sono parte degli sforzi efferati che mirano a innescare disordini e conflitti settari”.

Più di 450 persone sono state uccise finora questo mese, di cui almeno 284 da quando è iniziato il Ramadan, secondo un conteggio dell’Associated Press.

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