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Home » Esteri

La New Ira ammette responsabilità della morte della giornalista in Irlanda del Nord

Immagine di copertina
Lyra McKee (Credits: Jess Lowe/Jess Lowe Photography / Afp)

Arrestata una donna di 57 anni, indagata per terrorismo

La New Ira, la reincarnazione di quell’Irish Republican Army che tra gli anni Settanta e gli anni Novanta ha messo a ferro e fuoco il paese, ha ammesso le proprie responsabilità nell’omicidio di Lyra McKee.

La giornalista britannica, 29 anni, è morta dopo essere stata colpita alla testa nella notte tra giovedì e venerdì. Nelle strade della città di Derry erano in corso alcuni scontri tra i manifestanti repubblicani e la polizia nordirlandese.

Dopo giorni di silenzio, la New Ira ha parlato dell’omicidio di Lyra McKee tramite una nota, diffusa dal giornale The Irish News.

“Nel corso dell’attacco al nemico – si legge nella dichiarazione – Lyra McKee è stata tragicamente uccisa mentre era in piedi accanto alle forze nemiche. Giovedì sera, a seguito di un’incursione a Creggan da parte di forze britanniche pesantemente armate che hanno provocato disordini, l’Ira ha schierato i nostri volontari”.

Il gruppo paramilitare dell’Irlanda del Nord, che ha tra i suoi obiettivi quello di raggiungere l’indipendentismo attraverso la lotta armata, ha anche chiesto “scusa al partner, alla famiglia e agli amici di Lyra McKee per la sua morte”.

Pur ammettendo di essere responsabile della morte della reporter, la New Ira si è quindi in un certo senso giustificata. E ha spiegato che la morte di McKee è avvenuta “durante un attacco a forze nemiche”.

L’organizzazione ha inoltre accusato la polizia di aver provocato la rivolta, durante la quale la giornalista ha perso la vita.

Il quotidiano nordirlandese ha garantito sull’autenticità della nota della New ira, spiegando che il gruppo ha usato un codice di riconoscimento.

I sei principali partiti politici del paese – spesso in lotta tra loro – hanno rilasciato una dichiarazione in comune. Nella nota, hanno sottolineato come la rivolta degli ultimi giorni sia stata “un atto inutile per distruggere i progressi compiuti negli ultimi vent’anni, che hanno il sostegno incontrastato della popolazione”.

Nel frattempo, una donna di 57 anni è stata arrestata nell’ambito delle indagini sulla morte di McKee. La donna è sospettata di attività terroristiche.

Nella giornata di lunedì 22 aprile, invece, sono stati rilasciati i due giovani di 18 e 19 anni che erano stati arrestati per l’omicidio di McKee. Nei loro confronti non è stata formulata alcuna accusa. La polizia locale ha rinnovato il proprio appello alla popolazione, affinché chi è stato testimone delle violenze racconti la propria versione e dia una mano nell’identificazione dei colpevoli.

Brexit, perché il confine irlandese è uno dei problemi più difficili da risolvere

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